“Le scuole non riapriranno il 14 settembre”, genitori in rivolta a Genova. Preside chiarisce: è un’eventualità

Un post su Facebook ha allarmato i genitori degli studenti dell’istituto comprensivo San Martino Borgoratti di Genova. La notizia è stata riportata da diversi giornali, ma il dirigente scolastico ha fatto chiarezza, mentre il post su Facebook è stato annullato.

Sono in corso lavori edili presso le scuole Perasso ( adeguamento spazi Covid) e Novaro (altro). Non è conosciuta la data di conclusione lavori. Qualora non fosse possibile concludere in tempo anche la successiva fase di pulizia e riordino dei locali sarà necessario posticipare la data di apertura delle scuole nei due plessi. La decisione sarà assunta durante il Consiglio di Istituto previsto il 10 settembre. Si terranno informate le famiglie“. Questo il post iniziale che ha scaturito la ‘rivolta’ dei genitori degli studenti.

Il post è stato annullato e sul sito della scuola è stata pubblicata una comunicazione del preside Paolo Tocco: “Le 13 scuole dell’Istituto si stanno attrezzando con ogni sforzo per una apertura, il 14 settembre, nelle condizioni migliori possibili. A questo scopo si sono effettuati importanti acquisti di materiali e attrezzature per la sanificazione, si sono allestite le aule, compresa l'”Aula Covid”, si sono individuati i “Referenti Covid” di Istituto, si è avviata la formazione specifica di tutto il personale interno sulla prevenzione dal contagio“, si legge.

Restano alcuni problemi non risolti:

  • non sono ancora arrivati i circa 300 banchi monoposto richiesti al Dipartimento di Protezione Civile;
  • non è ancora stato comunicato l’organico dei docenti e del personale ausiliario;
  • non tutti i materiali e le attrezzature per la pulizia e la sanificazione ordinati nelle ultime settimane sono state consegnati;

Le operazioni per la riapertura “potranno richiedere alcuni giorni, per cui POTREBBE VERIFICARSI L’EVENTUALITA’ di dover ritardare di uno o due giorni l’apertura della scuola, per cause di forza maggiore“, si chiarisce. “Tuttavia – spiega il dirigente che poi porge le scuse alle famiglie per il malinteso – la necessità di garantire il massimo grado di sicurezza nel rientro a scuola potrebbe prevedere la necessità di individuare alcuni compromessi o accomodamenti necessari, come il ritardo di uno o due giorni“.

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