“Le scuole devono essere le ultime a chiudere”: ancora mobilitazioni il 7 e l’8 novembre

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Comunicato Priorità alla Scuola – Il Comitato “Priorità alla Scuola” accoglie con grande soddisfazione la sentenza del Tar che impone la riapertura delle scuole in Puglia. Ora anche il governatore della Campania De Luca ottemperi almeno al nuovo DPCM, riaprendo gli asili nido, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado.

Mentre l’appello indirizzato al presidente della Repubblica, al Governo e alle Regioni ha superato le 10.000 firme, prosegue la mobilitazione a difesa della scuola pubblica e del diritto all’istruzione.

Sabato 7 e domenica 8 novembre si terranno numerose assemblee pubbliche, flash mob, lezioni all’aperto, manifestazioni e veglie notturne per la scuola organizzate da Priorità alla Scuola in tutta Italia (Firenze, Bologna, Milano, Faenza, Perugia e altre città ancora). Genitori, studenti, insegnanti protestano ancora contro la chiusura delle scuole superiori di tutta Italia e delle scuole secondarie di primo grado per le classi seconde e terze nelle regioni “rosse”.

Il diritto all’istruzione deve essere garantito su tutto il territorio nazionale. Chiudere la scuola secondaria di primo grado equivale a imporre ai genitori lavoratori “l’abbandono dei minori”: in molti casi i ragazzi e le ragazze di 12-13 anni nelle regioni classificate “rosse” vengono lasciati da soli a casa davanti a computer, tablet e telefonini per seguire la Didattica a Distanza.

Il Comitato “Priorità alla Scuola” protesta perché la chiusura delle scuole è il risultato del mancato potenziamento dei servizi sanitari e dei trasporti pubblici.

Come l’Organizzazione Mondiale della Sanità anche il CTS, esprimendo il suo parere in merito all’ultimo DPCM, conferma quanto ripetiamo da mesi: “gli studenti adolescenti e preadolescenti hanno già subito un importante impatto nel periodo finale dello scorso anno scolastico. Garantire la frequenza in presenza, soprattutto nelle fasce di popolazione più fragili, è fondamentale non solo per la formazione scolastica, ma anche per il benessere psicofisico di questa fascia di popolazione giovanile”.

Quanto sostiene da marzo il Comitato Priorità alla Scuola ormai è sempre più largamente condiviso.
Il Comitato ribadisce le seguenti richieste:

– governo e amministrazioni locali lavorino perché tutte le scuole rimangano aperte o siano riaperte: in presenza, sicurezza, continuità;

– sia ripristinato per ragazzi e ragazze quel diritto all’istruzione che la Didattica a distanza non garantisce;

– le amministrazioni locali procedano da subito, pubblicamente e con grande trasparenza – di concerto con le aziende di trasporto e con gli istituti scolastici – a pianificare le condizioni che permettano alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di raggiungere le scuole in sicurezza, senza doversi affollare sui mezzi di trasporto;

– sia istituito un sistema di tamponi e tracciamento rapido dedicato alle scuole.

Per ribadire a voce alta che le scuole devono essere le ultime a chiudere – in caso di estrema necessità – e le prime attività a riaprire in sicurezza, Priorità alla Scuola organizza diverse mobilitazioni, alcune delle principali sono:

Firenze: sabato 7 novembre, 15.30, piazza Santa Croce

Bologna: sabato 7 novembre, ore 16, piazza Maggiore

Perugia: sabato 7 novembre, ore 11, piazza Italia

Faenza: domenica 8 novembre, ore 17, piazza del Popolo

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