Le risorse per le ore eccedenti possono essere utilizzate per pagare le attività svolte in compresenza o per gli alunni in difficoltà? Parere Aran

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L’Aran, in un orientamento applicativo pubblicato sul proprio sito ufficiale, risponde in merito ad un quesito posto riguardante le attività dei docenti.

Si chiede se le risorse destinate a remunerare le ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti possono essere usate della scuola anche per retribuire le ore eccedenti svolte dai docenti in compresenza e per il recupero degli alunni in difficoltà.

“L’art. 40 del CCNL Istruzione e Ricerca del 19.04.2018 istituisce il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa nel quale sono confluite sia le risorse finanziarie elencate nel comma 1 dell’art. 40, sia le risorse relative alla valorizzazione del personale docente”, si legge

“Il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, in particolare, è volto a remunerare il personale scolastico, tra cui sono ricomprese anche le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti”, continua.

Conseguentemente, le risorse destinate a tale finalità non possono essere impiegate per utilizzi diversi, spiega l’ARAN

“Diversa è l’ipotesi delle risorse relative all’anno scolastico precedente che non siano state interamente spese nel medesimo anno. Infatti, fermo restando che ai sensi dell’art. 40, comma 6, del CCNL 19.4.2018 il contratto integrativo è stipulato, di norma, con cadenza triennale e individua criteri di riparto che assicurino l’utilizzo integrale delle risorse disponibili in ciascun anno scolastico, le risorse eventualmente non assegnate negli anni scolastici precedenti possono essere destinate anche a finalità diverse da quelle originarie”, conclude l’Agenzia negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.

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