Le risorse finanziarie della scuola: quali sono e quante sono?

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L’autonomia scolastica come sancita dall’art. 21 della Legge 59 del 1997 e delineata nel DPR 275 del 1999, si compone di molteplici profili di autonomia quali: l’autonomia didattica, l’autonomia organizzativa, l’autonomia di ricerca e sperimentazione e l’autonomia funzionale, intesa quale un passaggio di funzioni dal livello centrale al livello periferico di singola scuola.

I diversi profili di autonomia, in modo complementare e reciproco, premettono la realizzazione dell’importante funzione di educazione, istruzione e formazione che la scuola è chiamata a svolgere.

L’autonomia contabile e finanziaria costituisce, senz’ombra di dubbio, uno dei pilastri fondamentali a supporto delle altre forme di autonomia, sarebbe infatti difficile immaginare una vera a propria autonomia scolastica, senza un’autonoma nella gestione delle risorse finanziarie.

Fatta questa premessa è bene domandarsi quali e quante siano le risorse di cui si avvalgono le istituzioni scolastiche per la realizzazione degli obbiettivi individuati nel documento programmatico principale dell’autonomia scolastica: il piano triennale dell’offerta formativa (PTOF)

Risorse libere

Le risorse libere, o non vincolate, sono risorse che la scuola può impiegare in modo libero senza vincoli circa le finalità da perseguire o le attività da realizzare.

Tali risorse possono essere impiegate per le finalità più disparate, sia di carattere propriamente didattico, ma anche per il funzionamento dell’amministrazione scolastica, per il funzionamento generale, o per interventi progettuali.

La scuola riceve annualmente dall’amministrazione centrale il cosiddetto “funzionamento amministrativo-didattico“, tale dotazione costituisce il finanziamento non vincolato per eccellenza tale da permettere, come si evince dal nome, il regolare funzionamento delle attività didattiche e amministrative della scuola.

La discrepanza tra anno scolastico e anno finanziario, fa sì che le richiamate risorse siano corrisposte in due tranche: 4/12 per il periodo settembre-dicembre, e 8/12 per il periodo che va da gennaio ad agosto. La quantificazione di tale dotazione ordinaria dipende dai parametri previsti dal D.M. 834 del 2015, tra i quali figurano: il numero di alunni iscritti, il numero di alunni diversamente abili, il numero di plessi e simili.

Risorse vincolate

La maggior parte delle risorse sono però vincolate, legate quindi ad una specifica finalità, tale da limitare la libertà di scelta in capo all’amministrazione scolastica in merito all’allocazione e all’utilizzo delle stesse.

Tra le risorse vincolate principali si possono annoverare:

  • i contributi volontari delle famiglie per l’ampliamento dell’offerta formativa che sono finalizzati alla realizzazione di interventi propriamente didattici (anche relativi a spese in conto capitale) al fine di promuovere il miglioramento qualitativo dell’offerta formativa. Il D.I. 129 del 2018 prevede che in sede di relazione illustrativa al conto consuntivo, in un’ottica di accountability, si evidenzino in modo specifico “le finalità e le voci di spesa cui sono stati destinati i fondi eventualmente acquisiti con il contributo volontario delle famiglie, nonché quelli derivanti da erogazioni liberali
  • Le risorse dei cosiddetti PON (Programmi Operativi Nazionali), ovvero risorse a carico del Fondo Sociale Europeo (FSE) o del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) corrisposte dall’Unione Europea per la realizzazione di progetti in campo propriamente sociale o infrastrutturale. Tra i PON FESR attualmente in essere ricordiamo, ad esempio: “Cablaggio strutturato e sicuro all’interno degli edifici scolastici” per dotare le scuole di un’infrastruttura di rete per gli spazi didattici e amministrativi, e “Digital board: trasformazione digitale nella didattica e nell’organizzazione” per dotare le scuole di monitor digitali interattivi.
  • Vi sono poi le risorse del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) finalizzate all’innovazione digitale della didattica, e più in generale della scuola. Tra gli interventi in essere ricordiamo le risorse del progetto ”Spazi e strumenti digitali per le STEM” relative all’acquisto di strumenti digitali idonei a sostenere l’apprendimento curricolare e l’insegnamento delle discipline STEM (Science, Technnology, Engineering e Mathematics); ma anche le risorse del progetto “DDI Regioni Del Mezzogiorno” per l’acquisto dispositivi volti favorire la didattica digitale integrata e per fronteggiare il divario digitale divenuto particolarmente problematico in fase pandemica
  • La gestione pandemica ha inciso fortemente sulla vita delle istituzioni scolastiche che hanno dovuto dotarsi di strumenti per garantire la continuità dei servizi in presenza o a distanza. A livello ministeriale si è provveduto con una serie di finanziamenti (anche massicci) per garantire l’acquisto di DPI, di gel sanificante, di dispositivi di sanificazione e purificazione dei locali, di dispositivi tecnologici per permettere o potenziare la didattica a distanza. Tra i vari interventi si possono ricordare le risorse ex art. 31, comma 1 lettera a) del D.L. 41/2021, le risorse ex art. 58, comma 4, D.L. 73/2021, e simili.

Risorse ulteriori

Il Regolamento di contabilità contempla ulteriori forme di approvvigionamento di finanziamenti che demarcano in modo ancora più forte il carattere di autonomia scolastica dal punto di vista finanziario e contabile. Le istituzioni scolastiche possono infatti:

  • accettare donazioni, legati ed eredità anche assoggettate a disposizioni modali;
  • accendere mutui di durata massima quinquennale;
  • Sottoscrivere contratti di sponsorizzazione
  • procedere all’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno e dei diritti di proprietà industriale;
  • Procedere all’alienazione di beni e servizi prodotti nell’esercizio di attività didattiche o programmate a favore di terzi;
  • Si riconosce addirittura ex art. 43 comma 4 la possibilità di accedere a sistemi di raccolta fondi anche mediante la formazione o l’adesione a piattaforme di finanziamento collettivo per sostenere azioni progettuali senza finalità di lucro.

Chi si occupa della gestione di tali risorse?

E’ bene precisare che le risorse elencare sono solo alcune delle risorse che le scuole gestiscono annualmente; la riscossione di finanziamenti minori o di altra natura è infatti all’orine del giorno.

Dal quadro di sintesi proposto si capisce che le istituzioni scolastiche dispongono di un potenziale notevole in merito alla gestione e al reperimento di risorse per la realizzazione degli obbiettivi che la comunità educante intende perseguire.

Quali sono dunque le figure preposte alla gestione delle decine di migliaia, se non centinaia di migliaia di euro che annualmente confluiscono nei programmi annuali delle istituzioni scolastiche?

La normativa vigente rimette questa complessa gestione all’operato dei Dirigenti Scolastici quali legali rappresentanti delle scuole, e ai Direttori S.G.A. chiamati a sovraintenderne i servizi generali ed amministrativi. E sono proprio i DSGA, nel rispetto delle previsioni del D.I. 129 del 2018 (regolamento di contabilità), ad offrire il necessario supporto tecnico di carattere giuridico, finanziario e contabile, indispensabile per districarsi nella complessa gestione finanziaria della scuola dell’autonomia.

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