Le reti di scuole negli ambiti territoriali sono un danno per gli ATA

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Feder.ATA – Come noto, il M.I.U.R con nota prot. n. 726 del 26/01/2016, ha demandato agli Uffici Scolastici Regionali la definizione degli Ambiti Territoriali nei quali includere le scuole di ogni provincia in attuazione dell’art. 1 co. 66 della Legge n. 107/2015 (Buona Scuola).

Tali Ambiti sono stati definiti e, come stabilito dai commi 70, 71, 72 e 74 dell’art.1 della Legge 107/2015, si sono costituite anche le reti di scuole con le seguenti finalità:

valorizzazione delle risorse professionali;
gestione comune di funzioni e di attività amministrative;
realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale.
Il comma 72 stabilisce gli adempimenti amministrativi che le scuole possono svolgere in rete:
cessazioni dal servizio;
pratiche in materia di contributi e pensioni;
progressioni e ricostruzioni di carriera;
trattamento di fine rapporto del personale della scuola;
atti non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica.

Gent.mi Colleghi adesso “arriva il bello della storia”.
Alcuni Uffici Scolastici Regionali stanno organizzando su tutto il territorio nazionale delle Conferenze di servizio rivolte ai Dirigenti Scolastici e ai Direttori S.G.A dove tra in punti all’ordine del giorno stanno inserendo la gestione degli adempimenti amministrativi che le scuole possono svolgere in rete, chiedendo agli assistenti amministrativi la disponibilità ad effettuare dei percorsi formativi inerenti le pratiche amministrative da svolgere per la rete scolastica.

Non ci sono parole per commentare questi percorsi formativi organizzati senza alcuna garanzia ma soprattutto senza nessun riconoscimento economico per l’alta professionalità dei servizi svolti dagli assistenti amministrativi che nella situazione attuale gestiscono già con mille difficoltà le pratiche inerenti la propria scuola di titolarità e in futuro si vedranno costretti a gestire molteplici procedimenti amministrativi di altre realtà scolastiche. Un’assurdità.

Tutto questo, lo ripetiamo, sarà a costo zero. E con un organico ridotto. Ma di che cosa stanno parlando ?
Prima di accettare qualsiasi “loro imposizione”, dobbiamo mettere in chiaro la situazione e debbono dirci chiaramente quale sarà il nostro futuro lavorativo e professionale, debbono manifestare apertamente le loro intenzioni sulle finalità di questi percorsi formativi, sugli eventuali crediti formativi che ci verranno riconosciuti e sulla giusta retribuzione che ci debbono riconoscere, perché è ora di smetterla con lo sfruttamento degli assistenti amministrativi, costretti a subire ogni molestia burocratica, con una pesante mole di lavoro di grande responsabilità.
Senza queste essenziali garanzie da parte degli Organi preposti, la Feder.ATA invita i colleghi assistenti amministrativi a riflettere bene, prima di “imbarcarsi in un’avventura senza ritorno”.
Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti e che non avvengano forzature o pressioni sugli Assistenti Amministrativi.
Nessuno dovrebbe accettare di intraprendere un percorso formativo per nuove situazioni lavorative senza sapere nulla, non possiamo permetterci un salto nel buio.

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