Le relazioni sindacali alla luce del CCNL 2016/2018

di redazione
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Carmelo NESTA, SNALS Brindisi – Entro il 15 settembre 2019, i Dirigenti scolastici hanno avviato le relazioni sindacali per l’anno scolastico 2019/2020, cosi come prevede il comma 7 dell’art. 22 del CCNL 2016/2018.

Puntuali nei tempi, ma imprecisi nella forma e nella prassi!
Come la Luna di leopardiana memoria che ripercorre i “sempiterni calli”, così molti Dirigenti scolastici si muovono ancora su percorsi obsoleti e ormai datati alla luce delle nuove relazioni sindacali introdotte dal CCNL 2016/2018.
Sulle lettere di convocazione inviate alle OO. SS. firmatarie del CCNL si leggono ordini del giorno su materie e modelli relazionali che non esistono più come l’informazione successiva e l’informazione preventiva (previste dall’art. 6 del CCNL 2006/2009) che il CCNL 2016/2018 ha cancellato e sostituito (art. 4, comma 5 del CCNL 2016/2018).

L’informazione successiva è stata sostituita dalle “informazioni sugli esiti del confronto e della contrattazione” previste dall’art. 5, comma 5 del CCNL 2016/2018 (ribadite nel comma 9 dell’art. 22) che il Dirigente scolastico deve fornire a richiesta dei soggetti sindacali. Il comma 10 dell’art. 7 del CCNL 2016/2018 ha previsto, però, che i contratti integrativi devono contenere apposite clausole circa tempi, modalità e procedure per la verifica della loro attuazione.

Non si tratta più della vecchia informazione successiva che prevedeva solo la verifica dell’attuazione della contrattazione sull’utilizzo delle risorse con i nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti col FIS!
Le informazioni sugli esiti del confronto e della contrattazione che il Dirigente scolastico deve fornire ai soggetti sindacali abbraccia non solo la parte economica ma anche la parte normativa. E’ un resoconto, quindi, su tutte le materie del confronto e della contrattazione siglati da RSU e OO. SS. nell’anno scolastico precedente.

Per quel che riguarda il confronto sarebbe importante conoscere, oltre ai nominativi del personale retribuito col FIS con le somme assegnate, gli esiti dell’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente e ATA, i risultati delle misure adottate per la promozione della qualità del lavoro, per la prevenzione dello stress lavoro-correlato, gli esiti delle assegnazione dei docenti e degli ATA ai plessi, il numero dei docenti che hanno fruito dei permessi per l’aggiornamento.
Allo stesso modo, per quel che riguarda gli esiti della contrattazione, il Dirigente scolastico deve rendicontare sui risultati ottenuti dall’applicazione dei criteri e delle scelte sulle materie contrattate nell’anno scolastico precedente.
Vediamo ora come è cambiata l’informazione preventiva prevista dall’art. 6 del CCNL 2006/2009.

Si chiama solo “informazione” ed è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei relativi strumenti (art. 5, comma 1 del CCNL 2016/2018).
L’informazione, quindi, è propedeutica alla contrattazione e sono oggetto di informazione tutte le materie del confronto e della contrattazione.

Possiamo affermare che l’informazione rappresenta l’atto di indirizzo del Dirigente scolastico con cui informa i soggetti sindacali delle misure che intende adottare sulla gestione del personale, sulla organizzazione scolastica, sulla sicurezza, sulle risorse a disposizione della scuola e delle conseguenti scelte operate dal Collegio dei docenti e dal Consiglio di Istituto trasfuse nel PTOF e nel Piano delle attività del personale docente, e degli impegni assunti dal personale ATA, in apposite assemblee, trasfusi nel piano delle attività del personale ATA.

Dopo aver ricevuto le informazioni, RSU e OO. SS. firmatarie possono sedersi al tavolo contrattuale con il Dirigente scolastico.
Non dimentichiamo che il Contratto di Istituto firmato nell’anno scolastico 2018/19 ha validità triennale per quel che concerne la parte normativa, per cui, se nella informazione sugli esiti non sono emerse problematicità si possono confermare le relative materie nel nuovo contratto.

Si contrattano, invece, le materie inerenti alla parte economica e cioè:

art. 22, comma 4, lettera c2 – i criteri per la ripartizione delle risorse del fondo di istituto:
le risorse del Fondo dell’Istituzione Scolastica (FIS) sono suddivise tra le diverse componenti professionali (docenti e ATA) sulla base delle esigenze didattiche ed organizzative che derivano dalle attività previste dal PTOF e dai Piani annuali delle attività dei docenti e degli ATA;

art. 22, comma 4, lettera c3 – i criteri per l’attribuzione di compensi accessori, ai sensi dell’art. 45, c. 1, del d. lgs. 165 del 2001 al personale docente, educativo ed ATA, inclusa la quota delle risorse relative all’alternanza scuola-lavoro e delle risorse relative ai progetti nazionali e comunitari, eventualmente destinate alla remunerazione del personale:
l’art. 88 del CCNL 2006-2009 definisce le attività da retribuire con il FIS. Sono quelle relative alle diverse esigenze didattiche, organizzative, di ricerca e di valutazione eventualmente prevedendo compensi anche in misura forfetaria, da definire in sede di contrattazione. Oltre alle attività descritte nell’art. 88 del CCNL 206/2009, sono retribuite, con le relative risorse, le attività dell’alternanza scuola-lavoro, quelle relative ai progetti nazionali e comunitari, contrattando le quote destinate a remunerare il personale impegnato nelle attività previste dai progetti, e le attività previste dall’art. 28, comma 3, del CCNL 2016-2018 da retribuire col FIS;

art. 22, comma 4, lettera c4 – i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale, ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente ai sensi dell’art. 1, c. 127, della legge n. 107/2015:
si contratta la somma da destinare ai compensi dei docenti individuati dal Dirigente scolastico sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di valutazione (bonus merito). Le somme del bonus e quelle del FIS costituiscono salario accessorio e il nuovo CCNL 2016/2018 le considera entrambe quote negoziabili sulla base di criteri. Le finalità a), b) e c) del comma 129 della Legge 107/2015, relative al bonus, sono paragonabili alle attività da retribuire con il FIS descritte nelle lettere a), b), c), d) dell’art. 88 del CCNL 2006-2009 e, quindi, queste possono essere retribuite utilizzando i medesimi criteri. Si può prevedere che il docente non percepisca compensi afferenti a fonti di finanziamento diverse per la medesima attività svolta;

art. 22, comma 4, lettera c7 – i criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale nel rispetto degli obiettivi e delle finalità definiti a livello nazionale con il Piano nazionale di formazione dei docenti:
le risorse per la formazione del personale sono ripartiti, sulla base delle esigenze di formazione del personale in coerenza con il PTOF, tra personale docente e personale ATA.

E’ importante questo cambio di rotta che il CCNL 2016/2018 ha voluto dare alle relazioni sindacali!
I modelli relazionali a cui si ispira sono infatti la partecipazione e la contrattazione e nella partecipazione sono compresi l’informazione e il confronto.

Oggi le amministrazioni pubbliche sono chiamate a dar conto del loro operato ai cittadini, dei risultati conseguiti con l’uso delle risorse pubbliche.

Anche le scuole, per la prima volta, sono chiamate a rendere conto di quanto realizzato, con riferimento alle priorità e ai traguardi individuati al termine del processo di autovalutazione, evidenziando i risultati raggiunti al fine di orientare le scelte future e fissare le priorità strategiche. Entro il 31 dicembre 2019, infatti, le scuole dovranno pubblicare sul portale “Scuola in chiaro” la Rendicontazione Sociale strettamente collegata all’elaborazione del Rapporto di AutoValutazione (RAV), che a sua volta è funzionale alla definizione del Piano di Miglioramento (PdM) e del PTOF 2019/2022.

Ed è in questa ottica che si inserisce il nuovo sistema delle relazioni sindacali che garantisce ai rappresentanti dei lavoratori adeguati diritti di informazione per una scuola sempre più trasparente e democratica.

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