Le Regioni chiedono al Governo: 15 giorni di didattica a distanza per capire evoluzione della pandemia

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“Orari scaglionati per le scuole e favorire il più possibile la didattica a distanza per le scuole superiori”.  Questo è quanto chiesto dalle Regioni al governo durante il vertice di oggi. 

Alcune Regioni, come l’Umbria, hanno annunciato per le scuole superiori l’idea di introdurre “la didattica a distanza per un periodo limitato, allo scopo di consentire in 15 giorni di capire e studiare l’evoluzione della pandemia”.

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza,  durante il vertice con le Regioni, mette nel mirino le attività non essenziali: “L’idea di base è l’irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi. Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull’essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro”.

Il ministro per le Autonomie regionali Francesco Boccia, invece, punta sui trasporti: “Dobbiamo tutelare i due pilastri su cui si sta fondando l’azione del governo e delle regioni: il lavoro con le attività produttive e la scuola. Tutto quello che può decongestionare il traffico, a partire dallo scaglionamento a scuola, dobbiamo farlo senza discussioni aspre. In questo momento ci vuole unità tra Stato, regioni e enti locali”.

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