Le promesse di Renzi ai docenti prima del referendum: dalle assunzioni infanzia, alla mobilità per docenti del Sud

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Con il Referendum costituzionale si dà addio a Matteo Renzi che ha dichiarato la volontà di dimettersi. Non ci sarà un Renzi-Bis.

Una delle cose che salta subito agli occhi, ma che la stampa ha ignorata e ignorerà, è che a cacciare Renzi dal ruolo di Primo Ministro è stato il Sud Italia e le Isole.

I rumor di una campagna referendaria fallimentare a Sud sono confermati dai risultati. Insomma, c’è chi ha detto che a Sud non si può solo scendere per chiedere voti.

Se è vero che, come ha detto Renzi, “nonostante gli investimenti nella scuola siamo riusciti a scontentare tutti”, a Sud sono mancati pure gli investimenti.

La bocciatura da parte del Sud, inoltre, si lega alle vicende che in questi mesi hanno caratterizzato la politica scolastica del Governo. E’ il Sud, in uno strano intreccio e forse non a caso, ad aver patito i maggiori problemi derivanti dalla riforma della scuola, legati a vari fattori:

  • la scuola-lavoro che stenta a decollare a causa del tessuto economico non supportato dallo Stato
  • la mobilità di migliaia di docenti costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro
  • il mancato investimento nell’ambito 0-6, a differenza che in altre parti del paese, che è alla base della disoccupazione di migliaia di maestre e dell’impossibilità di ritornare per molte altre nella Regione d’origine
  • lo spostamento di risorse verso le scuole del Centro-Nord che, godendo di un tessuto economico ben foraggiato dallo Stato, potrà godere di maggiori finanziamenti da parte dei privati a seguito delle donazioni detraibili avviate dalla riforma 107.

Quanto, poi, abbia influito il malcontento generale proveniente dal Mondo della scuola sul referendum non è possibile sapere. Queste forme di speculazione le lasciamo ad altre realtà.

Di certo è che in piena campagna referendaria, molte sono state le promesse che il premier ha fatto in giro per l’Italia.

Vediamone alcune

Assunzioni GaE Infanzia

Giorno uno dicembre, Renzi ha incontrato una delegazione di docenti delle GaE Infanzia che hanno portato a casa una importante promessa. Infatti Renzi ha promesso l’avvio dell’organico potenziato e stabilizzare i docenti iscritti in graduatoria. La promessa è stata fatta a prescindere, scrive la delegazione in un comunicato, del risultato referendario.

Aumento di posti per mobilità e assunzioni

Questo è ormai un “quasi” dato di fatto. Dal momento che si tratta di un punto contenuto nella Legge di Bilancio (al momento approvata dalla Camera) che riprenderà il percorso al Senato nei prossimi giorni. Si tratta di uno stanziamento di 140 milioni nel 2017 e 400 milioni a decorrere dal 2018 con lo scopo di aumentare il numero di cattedre in organico di diritto.
Non ci sono nella Legge indicazioni relativamente ai numeri di cattedre che saranno trasformate. Un emendamento ne definitva la quantità in 20mila di cattedre ordinarie e 5mila di sostegno. Emendamento poi ritirato e rimandato al Senato. Vedremo se il referendum inciderà sui numeri.

Mobilità e deroga vincolo triennale

Questa volta la promessa viene dal Ministro Giannini che al movimento “Nastrini Rossi” ha promesso la deroga la vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, per consentire un ritorno alle Regioni d’ordine.

Decreto mobilità entro gennaio

Il primo Ministro si è speso, sull’argomento mobilità, in modo più coraggioso, promettendo un decreto ad hoc per far rieetrare i docenti nelle province del Sud.

Cosa accadrà adesso?

Quanto promesso in queste settimane di campagna referendaria potrà o non potrà essere concretizzato?
In realtà sì, indipendentemente dalle scelte che il Presidente della Repubblica prenderà. Di certo è che non ci sarà un Renzi-bis, ma che si punterà prima ad un “Governo di responsabilità” e in seconda battuta alle elezioni.
Per attuare quanto promesso basteranno atti amministrativi e parlamentari che potranno essere attuati fino all’insediamento del prossimo Governo o del prossimo Parlamento. Vedremo se ciò avverrà o si è trattato soltanto di promesse dettate dalla necessità contingente.

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