Le priorità per la scuola secondo Campione

di redazione
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Marco Campione, segretario del Sottosegretario al Miur nell’era Giannini -Fedeli, fa le pulci al manifesto politico di Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico, iscritto al Pd dopo la disfatta elettorale.

Visti i suoi trascorsi al Dicastero di viale Trastevere, Campione dopo un paragrafo di brevissima premessa generale, si concentra sul tema scuola, fornendo delle indicazioni che lui considera essere delle priorità.

Sulle pagine virtuali de Il Sussidiario.net parte proprio dall’emergenza indicata da Calenda sull’analfabetismo funzionale in Italia.

No al tempo pieno per tutti, sì alla formazione continua

Il tempo pieno “per tutti”, ipotizzato da Calenda, fa storcere il naso a Campione, restio ai dettami troppo generalizzati che non sempre corrispondono alle esigenze reali dei cittadini (leggi studenti e realtà scolastiche). “Peraltro – scrive Marco Campione – l’esperienza ci insegna che le aree del paese più carenti di tempo pieno, quando hanno avuto a disposizione l’organico potenziato previsto dalla legge 107, invece che usarlo per aumentare il tempo scuola, lo hanno utilizzato per mantenere aperte le sedi distaccate“.

Secondo il Campione pensiero, l’istruzione è da intendersi come una forma di aggiornamento costante e probabilmente il metodo migliore con cui combattere l’analfabetismo funzionale. I mezzi sono da individuare nella formazione, ovvero una forma di politica attiva facendo attenzione a non farla scadere nel suo abuso ad ammortizzatore sociale. “Priorità: superare un sistema basato su una separazione netta – spiega Campione – tra una fase della vita nella quale si accumula il sapere necessario per le fasi successive e altre fasi nelle quali, al massimo, lo si aggiorna“.

Scuola dell’inclusione, ma con il mondo del lavoro

La scuola, poi, sarebbe troppo autoreferenziale e distaccata dalla società e dal mondo del lavoro. In buona sostanza, si impara e acquisiscono competenze anche lavorando e non solo dietro ai banchi nelle aule. Qui, Campione detta la sua linea: “Priorità: costruire anche nel nostro paese un sistema duale capace di tenere conto delle specificità dei nostri sistemi formativo e produttivo; restituire identità e vocazione all’istruzione tecnica e professionale; ripensare il nesso tra IP e la IeFP regionale; investire di più e meglio sugli Its, con l’obiettivo minimo di raddoppiare il numero degli studenti che li frequentano“.

Il tema della retribuzione dei docenti è molto caro a Campione. Alzare lo stipendio va bene; deve essere perseguito come obiettivo, ma non deve essere un aumento a pioggia indiscriminato e per questo deve essere legato alla carriera. E lo dice proprio senza giri di parole: “Priorità: introdurre percorsi di carriera, anche attraverso la differenziazione delle funzioni; si possono infatti valorizzare anche aspetti della professionalità docente diversi da quelli direttamente connessi alla didattica (ricerca universitaria, formazione dei colleghi, gestione e coordinamento…)“.

Sgravare le scuole dagli adempimenti burocratici

Infine, l’autonomia scolastica. Secondo l’ex Segretario, un punto che avrebbe dovuto garantire alle scuole un maggior margine di manovra per venire incontro alle esigenze sia della domanda di studio, sia dell’offerta formativa, si è trasformata in un aggravio di burocrazia. Anche qui, ha un suggerimento: “Priorità: ribadire il valore fondante del pluralismo educativo; fare una revisione dell’apparato normativo a cominciare dal Testo Unico; sgravare le scuole dai troppi adempimenti, dando alle reti di scuole o ai “provveditorati” un ruolo di “servizio” e assegnando un organico aggiuntivo secondo criteri e finalità specifiche (territorio e/o utenza con criticità, innovazione didattica, coordinamento e/o servizi ad altre scuole…)“.

Infine, suggerisce la sua soluzione complessiva per migliorare il mondo della scuola. La scuola va considerata per quella che è: una comunità formata da studenti, famiglie, docenti, dirigenti scolastici e istituzioni che interagiscono fra loro e con il territorio fatto anche di imprese e mondo del lavoro. E se finora la scuola non è stata percepita in questo modo è colpa dei mass media che non hanno saputo intercettarla con questa veste. “Solo da un suo nuovo protagonismo – conclude Campione – potrà nascere il contributo determinante per il successo di qualsiasi azione che riguardi la scuola“.

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