Le pratiche pensionistiche gestite da Passweb passano alle segreterie scolastiche: Anief si oppone e si dice pronta ad adire alle vie legali

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“Non compete alle segreterie degli istituti l’utilizzo dalla piattaforma Passweb per il trattamento pensionistico del personale della scuola”: lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a commento della decisione che sta maturando in questi giorni tra le istituzioni preposte di affidare il carico di lavoro e gestione delle pratiche pensionistiche del personale scolastico (attraverso la piattaforma Passweb) direttamente alle stesse scuole.

“L’opposizione relativa all’imposizione di Passweb alle scuole si basa su semplici e riscontrabili evidenze – spiega Pacifico – a partire dal fatto che è necessaria una competenza specialistica che il personale Ata non può ovviamente avere”.

Anief si oppone al piano che sta arrivando dall’alto sull’ennesimo carico aggiuntivo di lavoro per le scuole, stavolta per il calcolo previdenziale del personale. “Per la certificazione delle retribuzioni, per il controllo e la verifica dei dati, occorrerebbe personale competente che si dedichi solo alle problematiche pensionistiche, in grado di farsi carico anche delle disfunzioni del MEF, come per esempio quelle relative agli anni 2010-2012 in cui si inviavano flussi privi dei dati relativi ai compensi accessori”, spiega il presidente Anief Marcello Pacifico.

Il sindacato ricorda, inoltre, che particolari attenzioni devono essere rivolte all’inserimento manuale dei dati delle retribuzioni degli ultimi 4-5 mesi che non risultano ancora meccanizzate, per la verifica del diritto alla pensione di coloro che hanno presentato domanda di pensione. Appare evidente – dal flusso di RVPA, Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa riservata ai dipendenti pubblici – che oramai è diventato un adempimento quotidiano e di una difficoltà oltre le forze per le condizioni in cui versano gli uffici: archivi ormai abbandonati da anni senza mai la considerazione dovuta alla memoria storica che si riafferma in questi adempimenti.

 

Come mai non si pensa ad un servizio dedicato ai pubblici dipendenti? Come è possibile che l ‘INPS non abbia neanche il numero dedicato per pubblici dipendenti? Le difficoltà di comunicazione con Inps sono insormontabili a causa di un divario tra pubblico e Ente previdenziale che cresce sempre di più e che dovrebbe essere sotto la lente del Governo. Ed ora sono giunte le ultime due “stoccate”: la circolare 1782 del 18/11/2021 che ricorda la scadenza del 14 gennaio e l’ultima novità che si sta preparando per Natale, quella che le segreterie avranno l’obbligo di trattare tutte le prestazioni della legge sulla maternità.

 

Il sindacato è allibito. Chi escogita queste cose ha idea di cosa vuol dire? Ancora di più, nella confusione tra quello che è stato applicato nelle liquidazioni Mef e la selva della normativa previdenziale e assistenziale? La verità è che alle scuole si vuole delegare una responsabilità che con le attuali dotazioni organiche amministrative e le specifiche competenze non sono nelle condizioni di poter reggere.

 

Anief, dunque, si oppone con fermezza al trasferimento delle competenze di altri Enti ai Direttori dei Servizi Generali Amministrativi con livelli di inquadramento nettamente inferiori rispetto ai funzionari Inps per non parlare degli assistenti amministrativi che dal 1976 sono relegati al quarto livello delle qualifiche funzionali ovvero mero impiegati “esecutivi”. Il sindacato esorta quindi il personale a non cedere a questo ultimo sopruso sulla richiesta di lavorazione delle pratiche Passweb: laddove è necessario, si potrebbe anche chiedere al Dirigente Scolastico ordine di servizio. Anief è pronta ad adire alle vie legali, al fine di vedersi riconosciuto “il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Come sancito dall’articolo 36 delle Costituzione Italiana.

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