Le potenzialità dell’alternanza scuola-azienda. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – Il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha affrontato i problemi connessi all’alternanza scuola-mondo del lavoro: “Bisogna che sia utile, che faccia trovare lavoro. Il nostro sistema produttivo ha bisogno di giovani che abbiano non solo competenze ma anche la mentalità volta al lavoro. In Italia c’è una concezione secondo cui l’educazione dovrebbe essere lontana dal lavoro, come se fosse un abbassamento del percorso formativo. Dobbiamo superarla”.

Si tratta di un’asserzione ricca di spunti di riflessione: la mentalità volta al lavoro e le competenze sono categorie differenti? Quale rapporto lega l’educazione ai percorsi formativi?

Accantoneremo queste questioni per focalizzare il nesso scuola-azienda che, per il ministro, è: “Trovare lavoro”. Un’attesa che riguarda esclusivamente il beneficio di cui può godere il singolo studente: la progettazione scolastica è fuori scena.

Ben diverso apparirà il campo del problema se illuminato dalla cultura sistemica che, come noto, si caratterizza per osservare la realtà avendo una visione d’insieme. Pertanto, per le singole scuole, si devono primariamente identificare le finalità, enunciandole nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa.

Esse sono da segmentare, specificando le corrispondenti competenze siano esse generali o specifiche. Queste, al termine del percorso, saranno l’oggetto del controllo scolastico. La responsabilità della loro identificazione è dei dirigenti scolastici che “promuovono i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio”. Si può quindi affermare che il nesso scuola-azienda ha natura di feed-back: momento in cui si controllano gli scostamenti tra attese e risultati; divergenze che, capitalizzate, forniscono informazioni utili per il miglioramento della progettazione d’istituto.

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