Le parole di Bianchi mi hanno deluso. Lettera

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Inviato da Emilio Milioti – Spero che questo incubo finisca al più presto, ma la responsabilità l’abbiamo tutti, se accettiamo passivamente anche quelle decisioni politiche prese che approfittano del Covid per distruggere la scuola, la società.

Non so a voi, ma a me hanno deluso le parole del neo ministro all’Istruzione Bianchi, perché non vedo né il motivo e né il nesso, cito: “di far tesoro di questo periodo per costruire una scuola migliore, utilizzando la Dad anche dopo l’emergenza“.

Se vogliamo fare tesoro di questa esperienza, dopo il Covid dovremmo dotare le scuole di carta igienica e introdurre fin dalle elementari materie come la filosofia per creare delle menti pensanti che in un futuro possano diventare degli scienziati messi in condizioni da uno Stato presente, di creare anche vaccini in casa nostra.

Non capisco neanche il nesso per cui il Ministro, in un momento di pandemia, parli di formazione degli insegnanti.

Dopo 15 anni d’insegnamento, non mi vergogno a dire che ho appreso di più nei momenti liberi da alcuni dubbiosi corsi obbligatori, leggendo le favole di Esopo o seguendo un corso di disegno, che frequentando webinar che non vedevo l’ora di terminare per andare a leggere un libro di Galimberti o programmare insieme alla mia collega di classe.

Credo che la vera riforma sia quella di liberare i dirigenti scolastici dalla burocrazia (che si bandiscano dei concorsi per soli burocrati) e far entrare i presidi nelle aule, per occuparsi del loro gruppo docenti e creare dei laboratori di menti pensanti, in base al territorio in cui agiscono.

Sono anche deluso, perché si sta scambiando progresso con Dad, formazione con appalti educativi.
Intanto dopo 2 milioni di banchi a rotelle e 8 ore al giorno con la mascherina, la scuola torna a essere chiusa.

Voglio credere che sia davvero colpa delle varianti e non di scelte sbagliate di cui avevamo il dovere di dire la nostra o anche solo di dubitare.
La mascherina non dovrebbe mai coprire la nostra capacità di pensiero e critica, anche in un momento così delicato.

Ed eccoci a oggi, in cui l’arancione è un colore secondario, ma adesso va bene anche per la Primaria.
Da insegnante non lo preferisco, perché si ottiene mescolando il rosso della temuta Dad con il giallo pallido dei volti al pc. Si può, inoltre, rendere più scuro l’arancione aggiungendo il nero, ottenendo così un arancione scuro, rinforzato, come il colore dell’arancia di un mio alunno, dimenticata nello zaino da un mese.

In quasi tutta Italia riprendono le lezioni a distanza, ma mi auguro di tornare in presenza prima di un mese, altrimenti la scuola marcirà come un’arancia dimenticata in una cartella (anche se fosse di Ribera…per quanto buona possa essere…).

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