Le modifiche del Milleproroghe da oggi all’esame delle Commissioni del Senato, ma a breve potranno entrare nel decreto PNRR: lo spiega Pacifico (Anief)

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Ha preso il via oggi, nelle Commissioni del Senato, il voto agli emendamenti al decreto Milleproroghe: il mondo della scuola è in attesa per l’esito di alcune richieste, molto sentite, come la conferma dell’organico aggiuntivo, quest’anno inspiegabilmente negato, il via libera ad una mobilità del personale non più vincolata ad assurdi blocchi che sopprimono il diritto a ricongiungersi con la famiglia,  l’ampliamento delle graduatorie per le immissioni in ruolo del concorso ordinario, straordinario bis e del corso-concorso per dirigenti scolastici.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, per alcune richieste sarebbe ancora più opportuno agire nel prossimo decreto del Pnrr. A Orizzonte Scuola, il sindacalista spiega che sulla mobilità, ad esempio, vi “sarebbe una sorta di incompatibilità con il Pnrr. O questo viene superato perché riguarda una proroga della Legge 107 oppure ci deve essere per forza un intervento sul Pnrr. Entro metà febbraio ci sarà un decreto di revisione dello stato attuativo del Pnrr, bisognerà cambiare l’obiettivo del Pnrr per garantire la mobilità o prevedere una fase transitoria”.

Pacifico si è anche espresso sulla differenziazione degli stipendi del personale docente: “non si può pensare che si spenda tutto lo stipendio per lavorare. Anief ha chiesto da tempo una specifica indennità di trasferta, già prevista per i metalmeccanici, che arriva a 88 euro al giorno tra trasferta, pernottamento, pranzi e cene. In ogni caso, il Governo deve garantire delle risorse per poter istituire e regolare l’indennità di sede”. A proposito dell’organico aggiuntivo, quest’anno negato, il leader del giovane sindacato ha detto che “il Governo è cosciente che c’è la necessità per le scuole di avere un organico aggiuntivo per sviluppare il Pnrr. Ci sono delle interlocuzioni per capire se si possono utilizzare i fondi del Pnrr per finanziare questo organico e poi se c’è la possibilità di averlo anche oltre il Pnrr. Noi chiediamo che venga utilizzato a regime”.

Sempre sul Pnrr bisogna intervenire per quanto riguarda il reclutamento: su questo punto è attesa la risposta dalla Commissione UE. Il presidente Anief ricorda che “al termine del secondo incontro” a viale Trastevere è stata posta “una condizione tra Ministero e Sindacati sulla necessità di andare verso una revisione del doppio canale di reclutamento con l’utilizzo delle graduatorie, assumendo i precari dalle GPS. Noi chiediamo che si utilizzino le graduatorie, le stesse da cui si chiamano i supplenti. Ci aspettiamo un’informativa su ciò di cui si è discusso in Commissione UE”. C’è poi il problema del “vincolo tra reclutamento e formazione universitaria previsto dal Pnrr: le persone che vengono assunte devono avere una formazione universitaria certificata”.

Il leader dell’Anief ha quindi detto che “rimangono comunque molte questioni aperte. Ricordo i precari che sono nelle graduatorie di merito e sono idonei, l’attuale normativa prevede che le graduatorie scadano dopo due anni. Chiediamo che queste graduatorie vengano invece utilizzate almeno fino a quando saranno pubblicate quelle del futuro concorso. Poi ci sono le graduatorie del concorso straordinario, il cui numero di posti banditi era troppo limitato: chiediamo quindi un’integrazione sui posti. E ancora: il problema degli insegnanti di religione cattolica, in particolare sulle modalità di svolgimento del concorso riservato; l’accelerazione delle procedure di riconoscimento del titolo del personale abilitato all’estero (ci sono mille ordinanze di commissariamento sul ritardo della valutazione delle domande). Infine il numero programmato dei corsi di accesso ai TFA sostegno che non garantisce di avere personale specializzato a sufficienza. E non dimentichiamo il problema degli organici: quando si hanno la metà dei posti in deroga, è chiaro che si devono trasformare in organico di diritto quei posti che si danno sempre di deroga.

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