Le metodologie oggetto di sviluppo professionale nella scuola. Lettera

Lettera

Inviata da Alessia Rivelli – Le metodologie devono essere oggetto di sviluppo professionale nelle
scuole autonome, tali da portare verso una consapevolezza e opportunità nel tessuto sociale, esse devono comprendere il maggior numero di tecniche al fine di rendere vario, flessibile, ricco ed efficace l’insegnamento.

L’impiego di strumenti tecnologici deve consentire all’alunno di essere il
protagonista del suo sapere, egli in questo modo, secondo la modalità di
uso interattivo che caratterizza questo genere di strumenti può scegliere
liberamente il percorso a lui più consono, inoltre è possibile con tali mezzi
rendere possibile la ripetizione e la classificazione dei concetti.

Altro grande vantaggio di questi particolari tipi di strumenti è la
possibilità di autovalutazione da parte dell’utente, che viene corretto in
maniera indolore imparando dall’errore.

La valutazione del docente è spesso vissuta come motivo di
mortificazione e di abbattimento psicologo. Lo strumento digitale permette l’occasione di riflessione facendone comprendere la causa ed evitandone la ripetizione.

Necessario è l’uso dell’ipertesto come strategia di apprendimento durante la lezione ; esso consente l’apprendimento cooperativo da parte degli alunni, le attività di tutoring e i lavori di gruppo, collegando e consolidando le conoscenze e aumentandone la motivazione ad apprendere.

Nella tecnica del problem solving il contenuto viene prodotto sotto forma
di problematizzazione per diventare motivo di riflessioni e di conquista
autonoma da parte dell’alunno. Il metodo deve adattarsi alla classe per
diventare metodologia da scegliere, strategia personalizzata e idonea a
trasformare le potenzialità personali in competenze saldamente
capitalizzate sempre aggiornate e spendibili in contesti plurimi e
diversificate tali da favorire il protagonismo attivo.

La scuola deve puntare su una didattica centrata alla persona
competente attraverso l’apprendimento informale e tra questi un fattore
chiave è l’uso dei giochi, risponditori come tablet, notebook, ebook, che
orientano l’attività formativa verso la collaborazione; strumenti che vanno
a creare veri e propri ambienti immersivi in un processo continuo e
proficuo con compiti aperti che mirano alla riflessione e alla
personalizzazione e nello stesso momento coinvolgono operativamente
tutti i soggetti.

Le nuove tecnologie sia in forma di strumenti risponditori che in forma di
applicazione come web 2.0, blog contenuti digitali ed altri, consentono di
arrivare ai processi di valutazione degli apprendimenti e identificarne le
preferenze degli studenti.

Le discipline non devono essere considerate rigide e insolubili paradigmi
culturali ma devono avere dei criteri cardini derivante dall’utilizzo
strategico degli strumenti digitali .

Il motivo per cui nell’azione didattica è importante preordinare le
condizioni finché ogni soggetto apprenda fino ad arrivare alle
competenze e all’uso consapevole del digitale.

La scuola, dunque, ha il dovere di rendere l’alunno consapevole creando
opportunità, modernizzando i metodi di insegnamento con dotazioni
multimediali dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione, per il raggiungimento della destinazione di scopo dando
una risposta concreta, efficace e intenzionale alla complessità sociale e
individuale insita nel periodo storico in cui stiamo vivendo.

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