Le maestre ” Nidi e materne non sono servizi assistenziali, ma educativi”. Quanto sarebbe giusto pagare?

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Quanto sarebbe giusto pagare per la frequenza di asili nido e materne? Un problema che è all’attenzione del dibattito politico a ridosso delle elezioni politiche, ma che interessa da vicino sia le famiglie sia le insegnanti.

Segnaliamo quanto sta accadendo a Pistoia. Il Sindaco e una delegazione di insegnanti dei nidi e delle scuole materne si sono incontrati per chiarire la posizione dell’Amministrazione in merito al valore pedagogico della frequenza di queste scuole

“Gli asili per la giunta non sono luoghi in cui si parcheggiano i bambini, ma servizi educativi – ha spiegato il sindaco al termine del confronto – E a Pistoia rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale”, come riportato da Il Tirreno

Il chiarimento si è reso necessario per spiegare le parole dell’Assessore Alessio Bartolomei che su Facebook aveva scritto: “Chi non ha lavoro non manda i figli all’asilo nido, perché ha il tempo ed il modo per accudirli. Chi invece un lavoro ce l’ha, non ha problemi a pagare una retta minima”.

La proposta dell’amministrazione di togliere è quella di togliere l’esenzione totale dalle rette per le famiglie con reddito Isee inferiore ai 5.000 euro.

Ricordiamo che in Toscana, grazie alle risorse messe a disposizione dal piano 0 -6 (quasi 14 milioni di euro) sono stare ridotte le tariffe. Asili nido e scuola di infanzia. Con le risorse 0-6 in Toscana calano le tariffe e si prolungano orari di apertura

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione