Le ipotesi della Ministra Azzolina. Lettera

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Inviato da Maria Grazia Masulli – Settembre si avvicina e, con questi presupposti, la scuola si troverà impreparata ad affrontare qualunque tipo di riorganizzazione.

La ministra sembra non sapere neanche di cosa parla. “A seconda dello stato del virus, per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere “pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi” e, se necessario, “pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici”. No, “non penso siano possibili doppi turni, sdoppiamenti delle classi”, ha aggiunto la ministra non accogliendo i suggerimenti del Comitato ministeriale per la ripartenza presieduto da Patrizio Bianchi, “guardo piuttosto a una rimodulazione dell’unità oraria”. I famosi 40 minuti di lezione al posto dell’ora.

Pannelli di plexiglass. Tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici. 40 minuti di lezione al posto dell’ora.

Ecco qual è la visione che il Miur ha per la nostra scuola: inscatolare i nostri bambini in cabine telefoniche, montare qualche tensostruttura che, da novembre a marzo, nella gran parte del territorio italiano sarebbe inutilizzabile ed abbassare la qualità della scuola riducendo il tempo della didattica di 1/3.

Altro che puntuali richieste di misure di sistema attente e condivise che consentissero l’ottimizzazione e il potenziamento delle risorse, degli spazi con, conseguenti, adeguate soluzioni organizzative…

Altro che imprescindibile coinvolgimento diretto degli Uffici scolastici Regionali, degli Enti locali (Regioni, Città metropolitane, Comuni, Municipi) e delle autonomie scolastiche, nonché delle realtà del territorio quali associazioni, gestori di spazi pubblici, spazi privati e cooperative sociali…

Altro che imperdibile opportunità di riqualificazione della scuola italiana valorizzando gli investimenti e le risorse finalizzate per assicurare misure di sicurezza attraverso l’ottimizzazione/implementazione degli spazi e dotazioni organiche adeguate…

Altro che trasformare le difficoltà connesse alla ripresa delle attività scolastiche in occasioni di rilancio del sistema scolastico in un lavoro complessivo di investimenti per azioni coordinate che mettano al centro dell’agenda politica scuola e salute come elementi strategici per il benessere complessivo della persona…

Tutto inascoltato.

Questo ministro credo neanche sappia che la Costituzione richiede alla Repubblica (in questo caso a lei.. ) una politica attiva in tema di diritto all’istruzione.

Con l’art.3 il costituente obbliga il potere pubblico ad adottare tutti gli strumenti necessari al fine di eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale che, di fatto, limitano l’esercizio delle libertà sancite dalla Costituzione.  L’istruzione non è soltanto un diritto riconosciuto e garantito, è un diritto che la Repubblica è chiamata a rendere effettivo, come sancito all’art. 4 promuovendo le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

L’istruzione è un diritto sociale, è un diritto di cittadinanza, poiché è solo un’effettiva partecipazione democratica alla vita del paese che si realizza il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale della nazione.

Credo che, alle future generazioni, si stia sottraendo tutto questo, il loro futuro. Il pericolo è oggettivo. Il tempo dell’attesa è terminato ed il cambiamento di rotta deve partire dal basso, da chi vive la scuola la vive.

Le azioni necessarie vanno ricercate nelle misure proposte dal CTS.

– Misure di sistema attente e condivise che consentano l’ottimizzazione e il potenziamento delle risorse, degli spazi e adeguate soluzioni organizzative con il coinvolgimento diretto degli Uffici scolastici Regionali, degli Enti locali (Regioni, Città metropolitane, Comuni, Municipi) e delle autonomie scolastiche, nonché delle realtà del territorio quali associazioni, gestori di spazi pubblici e privati, cooperative sociali, etc.

– Rimodulazione di alcuni aspetti regolamentari e didattici relativi all’organizzazione scolastica che richiederanno apposite, seppur transitorie, modifiche in capo all’amministrazione scolastica centrale (es. ridefinizione monte ore delle discipline scolastiche, implementazione fondi per il miglioramento dell’offerta formativa, regolamento refezione scolastica, etc.).

– Ridefinizione del quadro organico del personale, docente e non, necessario.

Creiamo dei gruppi di lavoro che elaborino ipotesi organizzative.

Iniziamo a interloquire con i soggetti istituzionali offrendo ipotesi concrete di avvio e non ridicole ristrutturazioni a costo zero sulla pelle dei nostri bambini e studenti.

Credo che la sensibilità esista.

Bisogna solo organizzarla.

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