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Le figure professionali coinvolte e la diagnosi nosografica: in allegato modello con “Strumenti di valutazione degli apprendimenti”

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La diagnosi nosografica deve essere effettuata all’interno di un’équipe multiprofessionale costituita come unità minimada Neuropsichiatra Infantile, Psicologo e Logopedista ed eventualmente integrata da altri professionisti sanitari in funzione delle difficoltà dell’alunno-e modulabile in base alle fasce di età. Il personale afferente all’Equipe Multiprofessionale dovrà avere una comprovata esperienza clinica nell’ambito delle diagnosi di DSA. Sarebbe utile implementare la presenza della figura dello Psicologo scolastico nell’ambito dell’Equipe Multiprofessionale. Laddove presente all’interno della scuola tale figura, lo stesso, potrà essere integrato all’interno dell’Equipe Multiprofessionale.

Il ruolo dello psicologo

Lo psicologo che opera nel contesto scolastico, se previsto a vario titolo e a valere su fondi appositamente previsti (anche se le scuole che sono riusciti ad attivare lo sportello sono davvero in numero esiguo), potrebbe:

  • promuovere l’inclusione scolastica dell’alunno
  • interfacciarsi con i docenti e la famiglia nella fase dell’invio al servizio specialistico
  • essere da filtro con il servizio dell’ASP o della struttura privata accreditata per un monitoraggio del caso.

Il protocollo diagnostico

Cosa è e cosa prevede il protocollo diagnostico? “Le Linee guida per la diagnosi e la gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)” adottate dalla Regione Calabria prevedono:

  • visita specialistica neuropsichiatrica infantile
  • valutazione clinica multi professionale che preveda:-valutazione cognitiva; valutazione abilità di lettura, scrittura, comprensione del brano ed eventualmente delle funzioni linguistiche orali; valutazione abilità logico-matematiche ed eventualmente delle funzioni cognitive non verbali; valutazione degli aspetti emotivi motivazionali e delle competenze relazionali; valutazione e approfondimento diagnostico-clinico delle eventuali comorbidità (disturbi internalizzanti e esternalizzanti); in relazione alle difficoltà emerse dall’osservazione clinica dell’alunno/giovane adulto-potranno essere previsti altri esami di approfondimento clinico, esami strumentali, visite specialistiche;
  • discussione del caso in equipe, sintesi diagnostica e redazione della certificazione con firma degli operatori coinvolti
  • colloquio di restituzione con i genitori e consegna della relazione diagnostica con firma degli operatori coinvolti
  • colloquio con i genitori e consegna della relazione diagnostica e della certificazione a uso scolastico con firma degli operatori coinvolti.

Protocollo e Strumenti per la diagnosi

La valutazione clinica – prevedono “Le Linee guida per la diagnosi e la gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)” adottato dalla Regione Calabria prevede, in relazione alle difficoltà riscontrate nel soggetto in età evolutiva /giovane adulto, diversi livelli di approfondimento diagnostico. In ogni momento della valutazione si deve tenere conto degli aspetti di diagnosi differenziale con altri disturbi del neuro sviluppo (criteri di inclusione ed esclusione disturbi cognitivi, neurologici, emotivi e relazionali, psicopatologici e sensoriali) e l’eventuale approfondimento di quadri clinici in comorbidità (secondo la letteratura scientifica in merito è quasi la norma) che potrebbero incidere sulle traiettorie evolutive. La valutazione clinica deve prevedere l’utilizzo di test specifici standardizzati indicati a titolo esplicativo nell’allegato. In ogni caso, gli specialisti sono tenuti ad utilizzare le eventuali versioni aggiornate degli stessi strumenti e selezionarli in relazione alle caratteristiche cliniche osservate.

Allegato – Strumenti di valutazione degli apprendimenti

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