Le fake news e i nuovi modelli informativi. Cosa possono fare gli insegnanti

di redazione
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Gianfranco Scialpi – Le fake news sono una realtà ineliminabile nel Web. E allora? Ci vengono incontro delle regole. Inizio e avvio per acquisire la “saggezza digitale” (M: Prensky)

I social media e l’affermazione di un nuovo modello informativo

Indubbiamente la diffusione dei social media ha favorito la pluralità delle informazioni. Queste non seguono più la classica direttiva alto/basso (=intermediazione), dove la televisione e i giornali ricoprivano un ruolo centrale e determinante per la formazione dell’opinione pubblica

Nel Web 2.0 si è affermato un nuovo modello caratterizzato da un policentrismo reticolare e dalla conseguente disintermediazione. In questo nuovo contesto ogni nodo della Rete assume caratteristiche non più decoficabili nelle categorie di centro/periferia e attraverso la direttrice alto/basso. Le nuove e iniziali “coordinate spaziali” sono : basso/alto, immediatamente superate dalla condivisione tra pari (“peer to peer”).

Come afferma il Censis si sta progressivamente configurando una “nuova gerarchia delle fonti di informazione”. Si legge nel   XII Rapporto  sulla comunicazione”  “Su internet il 71% degli italiani, crescono ancora i social network.

Nel 2015 gli utenti di internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana…E continua la forte diffusione dei social network. È iscritto a Facebook il 50,3% dell’intera popolazione (il 77,4% dei giovani under 30), YouTube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter”

Al dato quantitativo occorre accostare quello sulla fiducia sui social media in aumento

Le fake news  i “buchi neri” nel Web

Il suddetto quadro costituisce la condizione naturale per la diffusione delle fake news. In altri termini, la maggior caratterizzazione dei social media “altoparlanti virtuali” (capillarizzazione delle informazioni in gruppi omogenei, loro condivisione…) ha portato alla formazione di questi “buchi neri” dell’informazione. E’ risaputo che dietro il sensazionalismo si nascondono bugie, e falsità e informazioni addomesticate e alterate dall’emotività (Post-verità).

Gli anticorpi e la saggezza digitale

Sono noti i comportamenti che favoriscono l’individuazione delle fake news.

Li riassumo brevemente.

1) Controllare i contenuti della testata;
2) Verificare l’autorevolezza dell’autore
3) Controllare la presenza di fonti autorevoli
4) Riflettere prima di condividere
5) Segnalare le fake news

Sono solito, però, “volare alto”, seguendo la raccomandazione di F. Hegel ” Osserva la foresta, non l’albero!”.

Questi cinque comportamenti, rimandano ad altrettanti puzzle di un disegno che si declina nella “saggezza digitale”(M. Prensky, 2009). che significa “uso avveduto della tecnologia per migliorare le nostre capacità”. In primis la scuola dovrebbe promuovere il grado di inferenza, navigando criticamente tra le informazioni e riuscendo a separare il vero dal “costruito”.

L’obiettivo è di separarsi dal tasso di emotività delle fake news, dal giudizio degli altri e anche di auto-correggere l’iniziale e spesso istintiva valutazione su un evento. E’ una parte della “saggezza digitale”. Importante perché garantisce l’autonomia di giudizio “aumentata” (M. Prensky) in un contesto virtuale, spesso contraddistinto da  messaggi emotivi, finalizzati a bypassare la critica. Indipendenza di giudizio oggi più che mai necessaria!

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