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Le epidemie, una Unità di apprendimento da scaricare

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Nonostante pare, ai più, che la lebbra sia un fenomeno infettivo scomparso, in realtà, ancora oggi, ci sono sacche del mondo nel quale sono molteplici gli uomini e le donne colpite dalla lebbra. L’India, ad esempio, è lo Stato nel quale risiedono più del 60% delle persone colpite dalla lebbra di tutto il mondo.

Giornata Mondiale della Lebbra

Ogni anno, l’ultima domenica di gennaio, la Giornata Mondiale della Lebbra richiama l’attenzione su una malattia sradicata molto tempo fa nel mondo occidentale. Ma per molte persone in tutto il mondo, continua a rappresentare una terribile realtà. Il focus della Giornata Mondiale della Lebbra di quest’anno è sui bambini che soffrono delle disabilità causate dalla lebbra.

Una malattia antica

La lebbra è una malattia antica, ed è anche menzionata numerose volte nell’Antico Testamento della Bibbia. La malattia infettiva è tra le malattie tropicali trascurate e si verifica soprattutto nelle regioni più povere del mondo ed è curabile. Nonostante ciò, ogni anno più di 200.000 persone in tutto il mondo vengono contagiate dalla lebbra.

Un paziente su dieci è un bambino

Circa un malato di lebbra su dieci è un bambino. Secondo i dati ufficiali e le statistiche sulla lebbra per il 2020 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel corso dell’anno a un totale di 18.610 bambini è stata diagnosticata la lebbra. Alcuni di questi bambini avranno già sofferto di disabilità visibili. L’età media alla quale i bambini vengono infettati è compresa tra i dieci ei quattordici anni. La maggior parte viene infettata nelle proprie famiglie; tuttavia, se hanno avuto contatti prolungati e ravvicinati con una persona malata, l’infezione può verificarsi anche al di fuori della famiglia. “La trasmissione della lebbra ai bambini è un indicatore importante del fatto che la lebbra è ancora attivamente trasmessa all’interno di una comunità. Il fatto che i bambini continuino a essere contagiati dalla lebbra dimostra che, per arginare o addirittura eliminare la diffusione della lebbra, i programmi devono essere costantemente migliorati e resi più efficaci”, afferma il dott. Marc Bonenberger, responsabile del “Programma ed epidemiologo”.

Prevenire la disabilità

Se non diagnosticata e trattata tempestivamente, la malattia provoca danni ai nervi che alla fine causano gravi disabilità. Gli individui affetti soffrono di intorpidimento permanente degli arti, disabilità visive nonché deformità e deturpazioni delle mani e dei piedi (ad es. artiglio della mano e piede cadente). Attualmente, il trattamento della lebbra prevede terapie multifarmaco che comprendono una gamma di antibiotici. Sebbene sia sicuro per i bambini, questa forma di trattamento richiede un tempo relativamente lungo per essere completata e ha numerosi effetti collaterali. A seconda della progressione della malattia, la fisioterapia viene utilizzata anche per prevenire complicazioni, deformità e disabilità associate. Le misure perseguite fino ad oggi saranno integrate dalla strategia elaborata dall’OMS nel 2020, che mira a ottenere una diagnosi precoce dei bambini affetti da lebbra entro il 2024.

Sensibilizzare l’opinione pubblica al problema

La Giornata contro la lebbra in arrivo il 30 gennaio, nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema e per incrementare gli sforzi della sanità nel mondo per scoprire i “casi nascosti”. I casi nascosti sono quelli che non vengono denunciati e secondo il dottor Sunil Anand, direttore del Leprosy Mission Trust, si stima che siano almeno il doppio del numero di quelli denunciati.

Serve una campagna di eradicazione della lebbra

C’è una richiesta persistente, nel mondo, di dare alla campagna di eradicazione della lebbra una spinta “simile alla poliomielite”, anche attraverso un più efficace coinvolgimento delle scuole. Quella che ha visto impegnato il Rotary International nel mondo è, certamente, la più efficace campagna di eradicazione nel mondo. Il 30 gennaio è stato lanciato un sistema di segnalazione basato sul web per portare questa malattia silenziosa sotto i riflettori.

La paura e lo stigma sono le cause principali della sottostima della malattia

Sono la paura e lo stigma sono le cause principali della sottostima della malattia. Il primo sintomo della lebbra è una macchia bianca sulla pelle e perdita di sensibilità. La paura di essere discriminati significa solo che anche se qualcuno vede una macchia del genere, non cerca una cura. Inoltre, poiché il cerotto non provoca alcun disagio, la persona interessata di solito non lo segnala.

Falso senso di sicurezza

In questi anni si è diffuso nel mondo un falso senso di sicurezza e, a causa di ciò, la lebbra non è più nel radar del sistema sanitario pubblico. Ragione per la quale i numeri sono tornati a salire.

Diagnosticare precocemente la malattia

Ogni Stato interessato ha pianificato programmi di ricerca in distretti altamente endemici. L’obiettivo è diagnosticare precocemente la malattia. La campagna di informazione, anche nelle scuole (anche in quelle lontane dalle aree interessate), è cruciale poiché questi pazienti e le loro famiglie, storicamente emarginati dalle loro comunità, devono essere incoraggiati a farsi avanti e ricevere cure.

Lebbra ancora caratterizzata da stigma e discriminazione

La preoccupazione, tuttavia, è che i centri sanitari di base non siano sufficientemente dotati di medici competenti per diagnosticare la malattia e immagazzinare medicinali per fornire un trattamento precoce e duraturo. Nel caso della poliomielite, esiste un vaccino che ha contribuito a debellare la malattia. Non così nel caso della lebbra che è ancora caratterizzata da stigma e discriminazione. Inoltre, a differenza della campagna contro l’AIDS che ha avuto l’avallo delle celebrità, la lebbra rimane una malattia dei poveri di cui pochi vogliono parlare.

Un’UdA per parlare di malattie infettive

In un’Unità di Apprendimento realizzata dai docenti e dalla Prof.ssa Alba Raguso Coordinatrice Dipartimento Umanistico dell’Istituto di Istruzione Superiore Elena di Savoia – Piero Calamandrei di Bari dal titolo “Le epidemie nella storia del genere umano” prevede uno strepitoso intervento formativo, didattico e educativo centrato sull’approfondimento di un fenomeno scientifico e le implicazioni sull’immaginario collettivo determinate; una ricerca e la produzione di video relazione sulle epidemie nella storia del genere umano e sullo studio delle prevenzioni. Il prodotto potrà essere presentato dagli studenti agli utenti dell’Università della terza età; la produzione di un ipertesto che evidenzi i processi di continuità e cambiamento negli eventi epidemiologici che hanno colpito l’uomo. L’UdA conferma la centralità della scuola nel panorama internazionale grazie alla guida autorevole e di prestigio del dirigente scolastico Prof. Carlo De Nitti.

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