Le emozioni risorsa per comprendere le problematiche adolescenziali. Formazione insegnanti all’IIS Bottazzi di Casarano (Le)

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(Paolo PALOMBA*) – E’ stato avviato il 19.05.2017, nel Chiostro del Palazzo dei Domenicani della Città di Casarano, il progetto di alta formazione denominato “Prevenzione del disagio nell’età evolutiva – EMOTIONAL INTELLIGENCE ANDTRAINING”, rientrante nel quadro delle iniziative di formazione del personale docente afferente all’Istituto d’Istruzione Secondaria “F. Bottazzi” di Casarano.

Per cogliere i fondamenti scientifici dell’iniziativa, il Responsabile della Comunicazione Istituzionale della scuola di Via Napoli ha intervistato Luigi Caputo, Psicopedagogista clinico e responsabile di progetto.

D. – Prof. Caputo, ci descriva la mission di questo percorso di alta formazione, facendo riferimento al target per il quale è stato progettato e alle relazioni col paradigma del sistema formativo integrato.

R.- Il progetto “EMOTIONAL INTELLIGENZE AND TRAINING ” è frutto di un lavoro collettivo di docenti  dell’ Istituto Professionale “F. Bottazzi” – Casarano avvalendosi  della collaborazione dell’Università del Salento, della Camera Minorile di Lecce, di esperti dell’ASL di Lecce, del Comune e dell’ambito di Casarano.

Il progetto prevede la realizzazione di dieci seminari di studio nell’arco di un anno, con l’obiettivo di far conoscere e divulgare modelli di intervento di prevenzione del disagio giovanile e di promozione del benessere in età evolutiva, basato sui principi dell’Intelligenza Emotiva.

Questo progetto, oltre a rappresentare una scuola di alta formazione con lezioni frontali della durata di cinquanta ore circa, mira a creare un percorso di crescita, mettendo insieme empatia e competenza. Il corso è rivolto ad insegnanti, psicologi, assistenti sociali, educatori
professionali e a tutti coloro che si occupano a vario titolo di minori con problematiche adolescenziali.

D. – Il ruolo delle emozioni, nelle relazioni della società contemporanea, evidenza criticità difficilmente superabili per molteplici motivi. Quale supporto può dare tale itinerario di formazione, specialmente a chi opera nel settore delle professioni di aiuto e nel pianeta della scuola?

R. – Bisogna pensare alla scuola come a un più universi che si ritrovano a comunicare per portare avanti il compito primario per cui essa esiste come istituzione.Significa avere un nuovo concetto di scuola: globale, inclusiva. Esistono molteplicità di variabili e vincoli da considerare, imprevisti ed emergenze di tutti i tipi: cosa potremmo fare? Introdurre griglie di letture del mondo, ipotesi ispirate a una razionalità – mente – e alla comunicazione assertiva, di cui fanno parte integrante le emozioni, all’accettazione dell’altro – cuore -.

A mio avviso una metodologia che sembra essere in grado di spiegare e correggere tutti i problemi e le difficoltà. Tuttavia, ogni scuola, come ogni istituzione, è caratterizzata da una propria ‘cultura affettiva’ che ne orienta il funzionamento, il modo di proporre l’offerta formativa e le dinamiche interne.

D. – Come nasce l’idea del progetto denominato “Prevenzione del disagio nell’età evolutiva – EMOTIONAL INTELLIGENCE AND TRAINING” e quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine a esso correlati?

R. –    L’idea di un corso formazione sulla “educazione emotiva” scaturisce dalla lettura del libro di Claudio Foti:  “La mente abbraccia il cuore”, peraltro relatore nel convegno conclusivo.

Il progetto si inserisce all’interno della riflessione in atto sulle emozioni, per comprendere se e in quale misura possano trasformarsi in risorsa per la formazione dell’adolescente.
Nell’analisi introduttiva  e nel primo seminario, ho tentato di inquadrare le emozioni da diversi punti di vista: analizzando gli studi Daniel Goleman sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva e le recenti scoperte scientifiche che provengono dall’ambito delle neuroscienze;
studiando le emozioni nella psicologia; esplorando il loro ruolo nell’educazione e nella didattica, per poi dedicarci al settore della formazione, per il quale mi sono chiesto se le emozioni potessero in qualche modo trasformarsi in una risorsa per le problematiche
adolescenziali, che saranno meglio esplicitate nel corso dei dieci seminari di studio.

Paolo PALOMBA
*Responsabile Comunicazione Istituzionale
IIS “F. Bottazzi” – Casarano (LE)

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