Le emozioni come energia della mente

di redazione
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PubliRedazionale Edises – “Il miglior modo di distruggere il ponte tra il visibile e l’invisibile consiste nel tentare di spiegare le emozioni.”

Così scrive Paolo Coelho nel suo romanzo Brida. E ha proprio ragione. Perché tentare di spiegare le emozioni è davvero un compito difficile. Lo sanno gli autori letterari come Coelho, ma lo sanno anche i neuroscienziati che dedicano le loro ricerche alla comprensione degli infiniti – e non sempre “visibili” – meccanismi che si attivano nel nostro cervello e danno vita alla nostra mente e ai suoi stati.

Figuriamoci se poi il tentativo è quello di spiegare a un bambino cosa sono le emozioni! Eppure oggi si parla tanto di rabbia, tristezza, felicità, paura… così, è davvero facile che un bambino, anche non tanto grande, possa chiedere – Mamma, cos’è un’emozione?

È proprio quello che è capitato a Francesca de Robertis, autrice di Verdolina scopre il mondo. Un fantastico viaggio nelle emozioniquando la sua bambina di tre anni e mezzo le ha rivolto questa domanda.

E lei, come mamma interpellata, ha cercato di trovare una risposta comprensibile per la sua piccola, una risposta che si è trasformata in uno spunto di riflessione da condividere con altri genitori, o con chiunque “si interroghi intorno alla dimensione affettiva”, sulla rubrica A scuola di emozioni di Edisesblog per cui scrive regolarmente.

Nell’articolo Le parole dell’educazione emotiva: una riflessione intorno all’emozione, Francesca de Robertis continua la personale riflessione sulle parole che usiamo per parlare della sfera emotiva e, dopo aver cominciato con “autorità e autorevolezza”, si sofferma proprio sulla parola “emozione”.

Lo fa con il tono al quale ci ha abituato, quello personale e intimo di chi scrive per passione e di ciò che lo appassiona, e ci parla delle sue letture sulle emozioni, delle suggestioni che hanno suscitato in lei e che possono suscitare anche in noi le parole di autori come Daniel Siegel, Kenneth Dodge, Daniel Goleman. Ci racconta di una forte necessità di individualizzazione e di “comportamenti cognitivo-emozionali” (come li definisce Luiz Pessoa), di intreccio inscindibile tra pensiero ed emozione e di emozioni come flusso di energia che anima e dà vita alla nostra mente.

Vi consigliamo la lettura di questo ultimo articolo del blog A scuola di emozioniper trascorrere, questa fine vacanze tra le profondità del mare o le altezze di montagna, o qualsiasi altro paesaggio vi stia emozionando, un po’ di tempo a riflettere su quello che si muove dentro di voi.

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