Le donne guadagnano meno degli uomini, tranne nella scuola: stipendi +2% rispetto ai maschietti

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Nel settore delle cave e delle miniere, le donne guadagnano in media il 2% in più rispetto agli uomini. Le 6.851 lavoratrici percepiscono 49.828 euro lordi annuali, mentre i 31.467 uomini guadagnano 48.873 euro. Tuttavia, questa è un’eccezione rispetto alla norma nel mercato del lavoro italiano.

Secondo uno studio della Uil sul «Lavoro delle donne», il tasso di occupazione femminile è del 52,8%, mentre quello maschile è del 70,9%, con un divario di 18,1 punti. Le donne rappresentano il 95,6% di coloro che non cercano lavoro per motivi familiari: 3,32 milioni rispetto ai 152.000 uomini.

Il divario retributivo nel settore privato supera il 30%. Nei servizi di alloggio e ristorazione, le donne guadagnano 9.193 euro annui medi, con un gap del 20,3% rispetto agli uomini. Nelle attività immobiliari, il divario è del 41,7%, con le donne che percepiscono 19.179 euro rispetto ai 32.884 degli uomini.

Nei settori delle attività professionali scientifiche e tecniche, il gap retributivo è del 35,9%. Nel settore finanziario ed assicurativo, le donne guadagnano il 33,8% in meno degli uomini. Nel campo della manifattura, il divario è del 23,1%, nel commercio del 28,1% e nell’istruzione privata dell’11,5%. Nella sanità privata, il gap è del 27,6%.

Nel settore pubblico, le donne guadagnano in media il 16,6% in meno rispetto agli uomini. Nei settori della sanità, università e enti di ricerca, il divario è rispettivamente del 19% e del 19,2%. Tuttavia, nella scuola pubblica, dove le donne sono la maggioranza, guadagnano il 2% in più rispetto agli uomini.

Analizzando le retribuzioni per tipologia contrattuale, il divario retributivo è presente in tutte le modalità di contratto: 27,7% per i contratti a tempo indeterminato, 17,7% per i part-time e 17,4% per i contratti stagionali.

Il divario retributivo aumenta con l’età: 24% fino a 29 anni, 27,7% tra 30 e 39 anni, 30,1% fino a 49 anni, 32,8% fino a 59 anni e 33,6% per le over 60. Alla fine della carriera, il divario pensionistico raggiunge il 36%, con le donne che percepiscono una pensione media annua di 11.333 euro rispetto ai 17.579 degli uomini.

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