Le donne? Estranee alla guerra, “Biblioteca delle donne”: la pace parte da Palermo. INTERVISTA a Mariella Pasinati

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L’associazione “Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UDIPALERMO” insieme ad altre associazioni di donne (Le Rose Bianche – Donne CGIL – Coordinamento Donne ANPI – Emily – Donne Caffè filosofico Bonetti – Fidapa Palermo Felicissima – Il femminile è politico – #governodilei – Donne no Muos no war – CIF – Le Onde – Arcilesbica) dal 3 aprile scorso, a poche settimane dall’inizio della guerra in Ucraina, ha promosso a Palermo in piazza ogni settimana un Presidio di donne per sostenere le ragioni della pace e denunciare il ricorso alla logica della violenza e della forza, in continuità con la storica estraneità femminile alla guerra e con l’opera di costruzione di civiltà basata su quei saperi che sostengono la vita e che non la distruggono. “Fuori la guerra dalla storia” è stato lo slogan ripreso dal testo di Bertha von Suttner e scelto per caratterizzare il presidionel segno dell’opposizione a tutte le guerre oggi in atto nel mondo, conflitti in gran parte ignorati o dimenticati, come ignorate e dimenticate sono le ragioni e le concretissime necessità umane di coloro che da quei conflitti fuggono.

L’aula può fornire uno spazio sicuro in cui potere esprimere paure e preoccupazioni

La guerra in Ucraina, però, essendo così vicina ci ha colpito di più e diversamente dalle altre, ha dominato a lungo gli schermi televisivi e, sebbene in misura minore rispetto ai primi mesi, è ancora oggi protagonista dell’informazione, esponendo costantemente le/gli studenti, a prescindere dall’età, a immagini e notizie sulla devastazione che il conflitto sta comportando e ad informazioni spesso parziali e contraddittorie.

E’ molto importante allora che in questi momenti, l’aula possa fornire uno spazio sicuro in cui potere esprimere paure e preoccupazioni ma, contemporaneamente, riflettere e discutere in modo ponderato, opportuno e ragionevole, attraverso attività adeguate all’età delle/gli alunne/i e volte a costruire nelle giovani generazioni una cultura di pace.

Chi è Mariella Pasinati?

E’ presidente della Biblioteca delle Donne e centro di consulenza legale UDIPALERMO. Già insegnante di Storia dell’arte, è impegnata nella ricerca, nella pratica pedagogica e nella formazione docenti nell’ambito della pedagogia della differenza sessuale; svolge studi e ricerche sul rapporto tra la produzione culturale e la soggettività femminile nelle arti visive, soprattutto nell’opera di artiste contemporanee. Collabora con riviste e ha curato: Insegnare la libertà a scuola. Proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne, Carocci, 2017 – Parole di libertà, Ila Palma, Palermo, 1992 – Riletture, Ila Palma, Palermo, 1999

Perché nasce la “Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UDIPALERMO”?

«L’attuale associazione è nata dall’UDI (Unione Donne Italiane) di Palermo, fondata nel 1945 per iniziativa, in particolare, di Anna Nicolosi Grasso e Angela Caffaratto Colajanni. Nel 1982 si è costituito il “Centro di Consulenza Legale e Studi Giuridici” per rispondere alla richiesta di aiuto da parte di donne con pressanti problemi di famiglia, lavoro o vittime di maltrattamenti o violenze. Il Centro svolge attività di consulenza settimanale gratuita ed è impegnato nell’informazione, nello studio e nell’approfondimento delle questioni di diritto. La realizzazione della Biblioteca delle donne, luogo -fisico e simbolico- di pensiero e parola femminili, risale al 1987 ed ha avuto origine dal desiderio di radici e di memoria, dalla necessità di rendere visibile, soprattutto per le giovani generazioni, il contributo delle donne nei diversi campi dei saperi. Presso la Biblioteca delle Donne ha anche sede l’Archivio dell’Unione Donne Italiane di Palermo, riconosciuto patrimonio storico nel 2009».

Quali finalità si pone la “Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UDIPALERMO” e come collaborare con il variegato mondo della scuola?

«Dal 1988 all’interno dell’associazione abbiamo formato il “Gruppo docenti di pedagogia della differenza sessuale” e da allora lavoriamo per ripensare radicalmente la pratica educativa e l’insegnamento che, sebbene a prevalente presenza femminile, rimangono ambiti in cui il linguaggio, i saperi e il simbolico riflettono ancora paradigmi neutro-maschili. Abbiamo intrapreso questo lavoro nella didattica quotidiana, attraverso progetti per reti di scuole, ma soprattutto lavorando sulla formazione docenti, negli ultimi dieci anni in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con l’Assessorato alla scuola del comune di Palermo. In particolare abbiamo concepito otto anni fa un programma di educazione permanente La scuola racconta una donna (patrocinato dall’USR e dall’Assessorato alla scuola di Palermo) rivolto ai/lle docenti di Palermo e provincia che ogni anno prevede: un corso di formazione docenti; l’azione didattica nelle classi da parte delle/dei docenti che hanno seguito la formazione; un incontro tra le classi a fine anno per la presentazione dei lavori prodotti».

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