Le docenti vincolate scrivono al Papa: “Ci aiuti a tornare a casa per poter svolgere il nostro lavoro in serenità accanto ai nostri affetti”

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Il tema del vincolo quinquennale e i disagi che comporta, specie per le insegnanti, è arrivato fino al Vaticano. Infatti, lo scorso 20 giugno, Papa Francesco ha parlato durante l’Angelus proprio delle lavoratrici fuori sede che non possono ricongiungersi alle proprie famiglie. 

Una delegata dei docenti vincolati, Maria Santini, ha inviato al Pontefice una lettera di ringraziamento, ribandendo la richiesta di aiuto a Bergoglio: “Cogliamo l’occasione per chiedere umilmente e con la forza della disperazione un’intercessione da parte del Santo Padre ai nostri governanti, nelle persone del Ministro dell’Istruzione Dott. Patrizio Bianchi e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Mario Draghi, affinchè pongano mano alla risoluzione della nostra problematica“.

Siamo insegnanti mamme, mogli e figlie, immesse in ruolo nel settembre 2020 e inviate in sedi scolastiche lontane centinaia di chilometri dalla nostra residenza, dalle nostre famiglie, dai nostri affetti, da un assurdo algoritmo dei computer che, a causa della pandemia, ha regolato le immissioni in ruolo“, si legge sul testo della lettera inviata al Papa.

Quello che ci fa più male è che i posti di lavoro sono tanti e sono SOTTO CASA!”, proseguono i docenti vincolati.

La professione insegnante comporta la passione dell’educazione delle giovani generazioni, noi umilmente chiediamo l’intercessione del Santo Padre, per non essere messe in condizione di dover scegliere tra il lavoro (indispensabile) e le nostre famiglie (ancora più indispensabili) e poter così  svolgere in nostro lavoro in serenità accanto ai nostri affetti“, concludono le insegnanti la lettera rivolta al Pontefice.

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