Le contraddizioni dell’insegnamento alle medie per un laureato in CTF. Lettera

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Inviato da Ruben Philip Impellizzeri – Sono un ragazzo di 25 anni che fra pochi mesi si laureerà in “Chimica e Tecnologia Farmaceutiche”, classe di laurea LM-13 (“Farmacia e Farmacia Industriale”).

Intervallando lo studio all’università con varie attività di insegnamento ai bambini delle scuole elementari e medie ho via via compreso di avere una certa vocazione per l’insegnamento; attualmente lavoro in alcuni corsi extrascolastici, che gestisco assieme ad alcune mie colleghe nella mia città. Una storia come altre!

Tenuto conto della mia dimestichezza coi bambini delle medie e delle mie competenze logico-matematiche, mi sembrava la scelta ideale iniziare a prepararmi per tempo per diventare un giorno docente per la classe di insegnamento A-28 (Matematica e scienze alle scuole medie). Peccato che ad un certo punto la mia fantasia di diventare docente di scienze ha dovuto scontrarsi con un nemico più grande di me: l’ordinamento didattico italiano in materia di regole di accesso alle classi di concorso. Ordinamento che mi ha cordialmente invitato a “cambiare sogno”: dopo l’anno accademico 1986/1987 è stata tolta la possibilità a Chimici farmaceutici e farmacisti di insegnare nella classe di concorso oggi definita A-28.
All’inizio ho supposto che dipendesse da un qualche eccesso di cautela del legislatore che si occupò della questione, a causa magari di alcune comprensibili lacune in matematica. Eppure, a guardare chi può concorrere nella classe di concorso A-28, non spiccano solo matematici, fisici o chimici puri, ma anche biologi, biotecnologi ed agronomi; professionisti con una preparazione accademica in discipline matematiche grossomodo comparabile alla mia, pur con qualche piccola differenza da ateneo ad ateneo.

Un controsenso: quale sarà stato il criterio che ha portato ad escludere un CTF dall’insegnamento in A-28, ritenendo però valido per lo stesso lavoro un biologo od un qualsiasi altro chimico?

Ho poi scoperto che l’ordinamento italiano ha in serbo per CTF e farmacisti ben altro destino che una banalissima A-28: con mia grande sorpresa ho scoperto possibile l’insegnamento nella classe di concorso “Tecnologia per la scuola secondaria di I grado”, in virtù forse del fatto che nel nome del mio corso di laurea vi sia anche la parola “Tecnologia”, disciplina che in effetti in alcune sue parti studiamo molto approfonditamente.
Ma qui arriviamo al paradosso: senza alcuna necessità di fare integrazioni, potrei lecitamente insegnare argomenti quali il disegno tecnico o l’elettronica, mai visti neppure di sfuggita all’università; in fondo, si sa, tutti quegli esagoni che vengono disegnati ai corsi di chimica organica danno la stessa formazione in disegno tecnico di un ingegnere edile.

Insomma, secondo l’ordinamento italiano un farmacista non potrà MAI essere qualificato per insegnare Matematica e Scienze alle medie (dopo avere studiato scienze in svariate forme diverse per ben 5 anni), ma lo è abbastanza per insegnare Tecnologia e Disegno tecnico. Una situazione di una rara coerenza legislativa.

Spero davvero che qualcuno si renda conto del controsenso nel negare A PRIORI a noi LM-13 la cattedra di matematica e scienze, senza concederci nemmeno la possibilità di parteciparvi tramite integrazioni ad hoc. Per il momento, posso solo aspettare, concludere i miei studi universitari e poi continuarli in diverse forme; e nel frattempo continuare ad insegnare in maniera entusiasta ai miei ragazzi nel mio piccolo extrascolastico, e se avrò fortuna alla scuola secondaria di II grado. Sperando in tempi migliori; ed in ordinamenti migliori.

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