Le contraddizioni del Ministro Azzolina: Sì ai concorsi, no all’aggiornamento delle graduatorie di istituto

Lettera

inviata da Associazione Libera Scuola – Il decreto scuola è in arrivo e tutte le novità sono già racchiuse nella bozza circolata nelle ultime 24 ore.

La grave crisi che il Coronavirus ha fatto esplodere anche nel Comparto Scuola ha portato una serie di disagi, dalla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino alle non poche difficoltà di attuazione della didattica a distanza. In questo panorama non facile, il ministro Azzolina si è mossa in modo disorganico e approssimativo, evitando i necessari confronti con le parti sindacali e con i gruppi parlamentari, fino ad arrivare alla ‘promozione per decreto’.

Nel decreto, difatti, si ipotizza la promozione per tutti gli studenti di ogni ordine e grado, quindi – se confermato – non ci saranno né bocciati, né rimandati, vanificando in tal modo gli sforzi delle scuole e degli insegnanti nella didattica a distanza e nella gestione della programmazione.

Ma le contraddizioni del super Ministro emergono ancor di più nel momento in cui da un lato ipotizza la possibilità di bandire concorsi per assumere nuovi docenti, scavalcando anche le prerogative del Centro Superiore della Pubblica Istruzione, che avrebbe potuto almeno migliorare i vari bandi, e dall’altro paventa l’ipotesi dello slittamento di un anno della riapertura e dell’aggiornamento delle graduatorie d’istituto dei docenti.

In particolare, se confermato il testo, l’aggiornamento delle graduatorie di istituto 2020/21 di seconda e terza fascia, così come l’apertura della III fascia, che ricordiamo era stata chiusa dalla legge 107/2015, non si svolgerebbero quest’anno, come previsto, ma il prossimo anno scolastico 2021/22. Così come, le nuove graduatorie provinciali e la conseguente scelta delle 20 scuole all’interno della provincia, sarebbero costituite nel corso del prossimo anno scolastico 2020/21 per il triennio successivo 2021/22, 2022/23, 2023/24.

Ebbene, non si comprende la ragione per cui i concorsi si potrebbero espletare regolarmente nonostante l’emergenza sanitaria mentre l’aggiornamento delle graduatorie, per le quali non è previsto nessun assembramento di persone, dovrebbe slittare di un anno, vanificando così le aspettative di migliaia di docenti che, seppur privi di abilitazione, rendono da sempre un servizio fondamentale per la scuola pubblica.

E’ doveroso ricordare che moltissimi docenti in questo triennio hanno impiegato risorse economiche e si sono ritagliati del tempo per migliorare la propria formazione attraverso il conseguimento di master, corsi di perfezionamento, certificazioni linguistiche e informatiche; molti altri hanno fatto sacrifici enormi, accettando anche incarichi in sede lontane dalle proprie famiglie per incrementare il punteggio.

Non vanno dimenticati anche i tanti laureati che hanno investito tempo e denaro per l’acquisizione dei 24 CFU, ora necessari per i nuovi inserimenti, che speravano di entrare nel mondo del lavoro!

Si ritiene che lo slittamento sia ingiustificato poiché il personale di segreteria, con il lavoro agile, può gestire il ricevimento delle domande in forma telematica (come previsto per l’aggiornamento delle graduatorie dei 24 mesi del personale ATA), ed elaborarle tramite procedura SIDI. Inoltre, si rammenta che il prossimo anno è previsto l’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto del personale ATA e, inevitabilmente, andrebbe ad aggiungersi con l’aggiornamento delle domande dei Docenti, creando un prevedibile intasamento delle segreterie.

Un decreto che, se dovesse rimanere così, manifesterebbe ancora una volta tutta la superficialità, tutta l’inadeguatezza al ruolo, tutta la mancanza di ascolto di un Ministro

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