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Le competenze di cittadinanza. La cittadinanza attiva s’impara in classe

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Tra le competenze chiave introdotte nella scuola dall’Unione Europea spiccano, per la loro natura moderna e per la vicinanza col concetto di cittadinanza attiva, le competenze trasversali di cittadinanza.

Così sono definite quelle competenze che gli alunni devono acquisire al termine del ciclo d’istruzione obbligatoria – ma che rafforzano un percorso di apprendimento continuo che si prolunga per l’intero arco della vita dello studente (lifelong learning, apprendimento permanente).

Per competenze di cittadinanza s’intende la capacità di esercitare attivamente la cittadinanza, a tre livelli:

1- “Sapere” e “saper pensare”, per sviluppare una cittadinanza riflessiva attraverso libertà, tolleranza, uguaglianza e solidarietà: ciò implica il conoscere le istituzioni pubbliche e le regole di libertà e di azione per difendersi dagli abusi di potere.

2- “Saper essere”, ovvero vivere la cittadinanza interiorizzando le regole democratiche e la sensibilità ai valori e ai diritti umani.

3- “Saper fare”, ovvero prendere decisioni nella sfera sociale e civile in maniera partecipativa, assumendosi impegno e responsabilità: questa è la cittadinanza deliberativa.

Classificazione

In particolare, le competenze di cittadinanza possono essere così classificate:

  • imparare ad imparare
  • progettare
  • comunicare
  • collaborare e partecipare
  • agire in modo autonomo e responsabile
  • risolvere problemi
  • individuare collegamenti e relazioni
  • acquisire e interpretare l’informazione.

Imparare a Imparare

È importante la competenza metacognitiva, ovvero organizzare il proprio apprendimento individuando, scegliendo e utilizzando varie fonti e varie modalità d’informazione e di formazione tenendo sempre d’occhio i tempi a disposizione, le proprie strategie e/o metodi di studio e di lavoro.

Progettare

Le conoscenze apprese dagli studenti devono essere utili anche per elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro. È importante, in tal caso, saper individuare priorità, vincoli e obiettivi del proprio progetto.

Comunicare

Comunicare significa anche comprendere messaggi di genere (quotidiano, letterario, scientifico) e complessità diversi, trasmessi utilizzando linguaggi differenziati (verbale, matematico, simbolico) e su diversi supporti (cartacei, multimediali, informatici). Questo per poter rappresentare eventi, fenomeni, concetti, norme, principi, stati d’animo, emozioni ecc…

Collaborare e partecipare

Diventare parte di un gruppo è importante non solo per imparare (es. con il cooperative learning) ma anche per valorizzare le altrui e le proprie capacità, gestendo la conflittualità.

Agire in modo autonomo e responsabile

Essere parte di un gruppo, tuttavia, non significa annullare il proprio io: esso va anzi preservato, sapendosi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale, facendo valere il proprio punto di vista, i propri diritti e i propri bisogni – riconoscendo al contempo quelli altrui.

Risolvere problemi

La capacità di problem solving è una capacità sociale: c’è bisogno infatti di affrontare situazioni problematiche uscendo dalla propria soggettività per costruire e verificare ipotesi che permettano di trovare una soluzione, possibilmente su una base di pensiero laterale.

Individuare collegamenti e relazioni

Il senso dell’interdisciplinarietà, così cara alla scuola moderna, sta nella capacità degli studenti di individuare e rappresentare, adducendo argomentazioni appropriate, collegamenti e relazioni tra fenomeni (eventi e concetti) diversi tra loro – anche appartenenti a differenti ambiti disciplinari e lontani nello spazio e nel tempo.

Acquisire e interpretare criticamente l’informazione

Valutare l’attendibilità delle fonti da cui si attinge per lo studio, nonché la loro utilità – distinguendole tra fatti e opinioni – è estremamente importante nell’era digitale, dove il fenomeno dilagante delle fake news sta contagiando il web fino ad avere ripercussioni sulla vita offline: in questo caso, è importante attingere anche al bagaglio delle competenze digitali degli alunni, oltre che a quelle di cittadinanza.

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