Le classi pollaio più forti del covid: il prossimo anno anche 30 alunni in aula alle superiori?

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Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi di Roma e Lazio e componente del consiglio Anp, non nasconde la delusione in merito alle classi pollaio, un problema ancora in piedi nonostante i numerosi appelli e anche le “promesse” del presidente del Consiglio. Ma le lamentele arrivano da molti dirigenti scolastici che non vedono cambiamenti.

Neanche l’emergenza Covid ha fatto sì che la nostra pluriennale richiesta di abolire le classi pollaio sia stata accolta. Ci ritroviamo a pochi giorni dalla scadenza per consegnare l’organico delle classi del prossimo anno scolastico con il vecchio parametro dei 27 alunni per classe alle superiori, con possibilità di arrivare anche a 30“, ha detto Rusconi, dell’ANP Lazio.

Siamo delusi – dice Rusconi all’ANSA –, solo qualche mese fa il presidente del Consiglio aveva annunciato l’eliminazione delle classi pollaio. La situazione rimarrà invariata“.

La voce di Rusconi si unisce a quelle di altri presidi che nei giorni scorsi puntualizzavano lo stesso problema: l’anno scorso non ci sono stati bocciati, e questo ha portato anche quest’anno al sovraffollamento delle aule. Con le iscrizioni adesso, i problemi si ripresenteranno anche per il prossimo anno.

Si pensava che almeno la pandemia potesse avere impatti positivi sulla questione classi pollaio, ma così non è stato: “Fondi specifici per sgonfiare le classi non sono stati previsti e non c’è stata data nessuna indicazione nella composizione delle classi rispetto a un’auspicabile riduzione degli alunni. Sarà oggetto di concertazione in una fase successiva alle iscrizioni”, spiega a La Repubblica Alessandra Francucci, sempre dell’associazione nazional presidi.

Ricordiamo che nel rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli (Laterza, 2020 – dati 2019) viene rilevato che le classi prime alle superiori con più di 30 studenti sono l’1%, mentre la media alla primaria è di 19 alunni per classe, di 21 alle medie e di 22 alle superiori (qui si va dalla media più bassa di 19 in Sardegna alla più alta di 22,7 in Lombardia).

Si tratta di numeri che non tengono conto di situazioni difficili, soprattutto quelle presenti nei grandi centri metropolitani. Insomma, la media 15-20 studenti per classe, per adesso, resta un privilegio nella maggior parte dei casi.

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