Le classi italiane tra le meno affollate d’Europa. Numeri alla mano non sono più “pollaio”. I dati dell’Osservatorio dei Conti Pubblici italiani

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Le dimensioni delle classi italiane sono spesso oggetto di dibattito, ma i dati mostrano che le nostre classi sono attualmente tra le meno numerose tra i principali paesi avanzati.

Lo segnala, su La Repubblica, l’Osservatorio Conti Pubblici Italiani con una nota a cura di Rossana ArcanoAlessio Capacci e Carlo Cottarelli.

Secondo i numeri più recenti dell’OCSE, nell’anno scolastico 2020/2021 le classi italiane avevano in media 18 alunni nella scuola primaria e 20 nella secondaria di primo grado. Questi valori sono inferiori alle medie OCSE (21 e 23 studenti) e dell’Unione Europea (20 e 22), nonché di paesi come Spagna, Germania, Francia, Regno Unito e Giappone.

La situazione relativamente favorevole è il risultato di un processo iniziato decenni fa. A partire dagli anni ’60, il numero di insegnanti in Italia è cresciuto del 182%, molto più del 21% di aumento del numero di studenti. Ciò ha portato a un costante calo del rapporto studenti/insegnante, arrivato a 11 studenti per insegnante nella scuola primaria e secondaria di primo grado nel 2020/2021, contro una media OCSE rispettivamente di 15 e 13.

Un trend particolarmente rilevante è l’aumento degli insegnanti di sostegno, passati da 120.645 nell’anno scolastico 2014/2015 a 217.796 nel 2022/2023, con un rapporto studenti/insegnante di sostegno sceso a 1,6, meglio dell’obiettivo di 2 fissato nel 2007.

Tale processo non è tuttavia esente da criticità. La percentuale di insegnanti precari, soprattutto di sostegno, è elevata e in crescita. Inoltre, circa 30% degli insegnanti di sostegno non ha una formazione specifica per questo ruolo.

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