Le classi del prossimo anno scolastico con gli stessi numeri pre Covid, un salto all’indietro. Lettera

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inviata dal  Prof.re Lupica Spagnolo Salvatore – Nella nota del Ministero dell’Istruzione n° 491 del 06 aprile 2021 che ha per oggetto “Decreto Legge 1 aprile 2021, n. 44 “Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici”. Quadro sintetico e note di supporto per le istituzioni scolastiche” si legge quanto segue:

“La scuola è pesantemente interessata dagli effetti della pandemia, anche per la vasta entità di studenti e personale che compongono la comunità educativa. Ciò rende l’intero Paese particolarmente e comprensibilmente “sensibile” verso il mondo scolastico. Questa sensibilità va accolta come pure, per certi aspetti, contenuta. Il contenimento, che è com-prendere e che si realizza con l’abbraccio educativo, è quanto di cui ogni essere umano sente maggiormente la necessità.

Si sottolinea l’attenzione dello Stato nei confronti della Scuola non solo con lo stanziamento di ulteriori somme per le misure di sicurezza antiCovid, ma anche attraverso un abbraccio educativo.”

Ne siamo lusingati ma allo stesso tempo stupiti quando ci troviamo di fronte a richieste che esulano dal periodo che stiamo vivendo, e mi riferisco alla formazione delle classi per l’a.s. 2021/2022.

In estate si è lavorato alacremente e con enorme senso di responsabilità per adattare le aule alle nuove misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Sars-Cov-2.

Ed ora che cosa chiede l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia? Per la formazione delle nuove classi, e quindi per la capienza di persone in ciascuna aula, si dovrà far riferimento al Decreto
ministeriale (Ministero dei lavori pubblici) 18-12-1975 “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da
osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”.

Bene, direi malissimo! Un salto indietro prima dell’arrivo del Covid.

Addio alle rime buccali, il neologismo di quest’anno pandemico, al distanziamento secondo nuove indicazioni, alla progettazione di classi con un numero inferiore di alunni e dulcis in fundo, a fronte della circolazione di varianti del virus, per il distanziamento fisico un metro rimane la distanza minima da adottare ma sarebbe opportuno aumentarla “fino a due metri, laddove
possibile e specie in tutte le situazioni in cui venga rimossa la protezione respiratoria come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo“.

A dirlo è il nuovo documento “Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione”, realizzato da Inail con Iss, ministero della Salute e Aifa.

Beh, prepariamoci ad una lunghissima eventuale ricreazione, magari di un’ora o più per rispettare questa indicazione.

Non sarebbe stato opportuno rivedere fin da subito i criteri per la formazione delle classi, magari ricordando i proclami e le vesti stracciate di chi prometteva un numero di alunni inferiore anche in presenza di alunni disabili?

L’organico di diritto avrebbe avuto senso solo con le giuste correzioni, anche perché del prossimo anno abbiamo certezza…

Torneremo in estate a ristorarci tra banchi, distanze e ricerca di locali? Credo proprio di sì, ma tutto ciò stanca e fa pensare che le belle ed intense parole delle note e circolari ministeriali siano
solo fumus oculis e nient’altro.

Pensiamo anche a tutti i colleghi che, perdenti posto, dovranno salire sul traghetto della mobilità solo perché le classi in organico di diritto non si formeranno e forse in quello di fatto si
proporrebbero gli sdoppiamenti. E in quel caso cosa faranno? Si potrà ritornare indietro? Non penso! La scuola, cari politici, è ancora in zona rossa.

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