Quanto è difficile fare l’insegnante! Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Mario Bocola -Fare l’insegnante oggi comporta una grande responsabilità unita ad una grande forza e un’indomabile passione, caratteristiche che si devono avere per trasmettere agli studenti del nostro tempo quell’entusiasmo necessario e vincente per far apprendere loro, più che i contenuti disciplinari, gli strumenti indispensabili per affrontare le asperità della vita e raggiungere traguardi elevati.

Purtroppo siamo lontani da un metodo di insegnamento prettamente nozionistico, con un docente ex cattedra che forgiava contenuti e saperi. La società contemporanea vuole un insegnante che sia un testimone del tempo che vive, e quindi, capace non solo di trasmettere cose da apprendere, ma di dare testimonianza del proprio essere, al contempo, docente, formatore, ma anche persona da offrire ai ragazzi lezioni di vita pratica per affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

Oggi, rispetto al passato, i giovani hanno più spiccate potenzialità, grazie alle moderne tecnologie, che gli permettono di interfacciarsi con il mondo, seppur virtuale, rappresentato dai social network, i phone, tablet e altri strumenti della comunicazione di massa.

Ovviamente quando si è giovani, l’entusiasmo è alle stelle, si ha quell’energia e quella carica indispensabile per affrontare il gruppo classe, amalgamarlo e renderlo partecipe e interessato all’attività didattica.

Ci sono molti modi di insegnare, ciascun docente possiede il suo metodo e l’esperienza si costruisce giorno dopo giorno, perché le dinamiche che si interpongono sono diverse a seconda della classe: bisogna sapersi adattare alle diverse esigenze a seconda dei casi, perché i ragazzi non sono come diceva san Giovanni Bosco “Cocci vuoti da riempire, ma fiaccole da accendere”.

L’espediente principale per tenere un gruppo classe collaborativo è quello di catturare l’attenzione degli alunni su un problema che sta particolarmente a cuore a loro. Oltre all’esperienza, conta molto anche l’aggiornamento e quindi l’adattamento del nostro modo di insegnare, che deve procedere con la stessa velocità del mondo che circonda noi e i nostri alunni.

Versione stampabile
anief
soloformazione