Le attrezzature della palestra: come accertarsi che siano sicure?

di Natalia Carpanzano
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Una palestra scolastica è di fatto il luogo in cui avvengono più infortuni, e spesse volte anche i più gravi. Oltre a provvedimenti di carattere organizzativo e naturalmente strutturale (con riguardo ai locali veri e propri che ospitano la palestra), particolare attenzione deve essere posta alle attrezzature che si utilizzano.

Le attrezzature ginnico-sportive – riferimenti normativi nazionali

Gli attrezzi ginnici vengono fatti rientrare nel campo di applicazione della Direttiva 2001/95/CE «Sicurezza generale dei prodotti» recepita in Italia con il D. Lgs. 206/2005 «Codice del Consumo». Tale norma introduce un obbligo generale di immissione sul mercato di prodotti sicuri e si applica in assenza di disposizioni specifiche relative a un determinato prodotto.

Non essendoci una norma specifica che contempli la sicurezza delle attrezzature, vengono prese a riferimento le seguenti norme UNI :

• UNI EN 12346 – spalliere, scale in lattice e strutture per scalate. Requisiti di sicurezza, metodi di prova
• UNI EN 913 – attrezzature da ginnastica. Requisiti generali di sicurezza e metodi di prova
• UNI EN 1270 – attrezzature per pallacanestro. Requisiti di funzionalità e sicurezza, metodi di prova
• UNI EN 749 – porte da pallamano. Requisiti di funzionalità e sicurezza, metodi di prova
• UNI EN 1271 – attrezzature per pallavolo. Requisiti di funzionalità e sicurezza, metodi di prova

La Circolare Ministeriale di riferimento

Con la Circolare Ministeriale n. 352/1983, rivolta alle scuole secondarie, si fa un pò di chiarezza sulle caratteristiche tecniche delle varie attrezzature che una palestra scolastica può ospitare. In particolare all’Allegato A viene descritta la dotazione di base per palestra di scuola secondaria mentre all’Allegato B vengono elencati gli attrezzi utili che dovrebbe ospitare.

Indicazioni tecnologiche sulla tipologia degli attrezzi

L’Allegato C è quello per noi più significativo, in quanto ci fornisce indicazioni e suggerimenti per rendere più sicuri gli attrezzi della palestra scolastica. Si citano a titolo di esempio quelli più comunemente diffuse nei nostri ambienti.

Scale orizzontali

Le scale di tipo fisso devono essere montate su staffe metalliche fissate al muro ad una altezza di circa m. 2,50; quelle trasportabili devono essere dotate di due alti sostegni (uno per estremità) e devono dare sufficienti garanzie di robustezza e stabilità.

Palco di salita, quadro svedese e spalliera

Nelle palestre dotate di ambienti piccoli può essere utile utilizzare il tipo di palco montato su binari che consente di accostare l’attrezzo al muro dopo l’uso. Per la spalliera svedese, è utile il modello in cui lo staggio più alto è sporgente rispetto agli altri oppure doppio.

Pallavolo

Nel caso di palestre attrezzate per il gioco della pallavolo, possono presentarsi due possibilità.

Se la larghezza della palestra non supera i 12-13 metri, la rete può essere fissata direttamente alle pareti. In tal caso è opportuno che il fissaggio avvenga per mezzo di un tubo metallico verticale dotato di ganci per la messa in opera della rete alle due altezze regolamentari. È opportuno che i 4 tiranti siano di color rosso e dotati di bandierine segnalatrici dell’ostacolo chiaramente visibili.

Se la palestra è più ampia di 12-13 m, la rete deve essere dotata di due sostegni tubolari da fissare in buche del pavimento e trattenute con tiranti e ganci.

Per quanto riguarda il seggiolone dell’arbitro, è preferibile il modello con ruote per agevolarne l’immagazzinamento.

Pallacanestro

I tabelloni possono essere infissi al muro oppure dotati di un’incastellatura di sostegno, fissabile con ganci al pavimento o debitamente zavorrata.
Nel caso della tipologia a ganci, poiché gli specchi devono trovarsi nel campo di gioco, i tabelloni devono essere fissati a sostegni alle pareti e muniti di fori di attacco. Il tipo migliore di tabellone è quello agganciato al soffitto con un sistema di bracci articolati per l’abbassamento ad altezza regolamentare al momento dell’uso.

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