Le 40 + 40 ore di attività funzionali non si possono “ingabbiare”, chi lo propone non conosce il lavoro dell’insegnante. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Libero Tassella – Ma come si possono fissare declinandole nel contratto nazionale di lavoro tot ore per la valutazione o per altre attività cosiddette funzionali d’insegnamento?

Coloro che hanno pensato ciò, la Madia e i tecnici del dicastero della funzione pubblica, nell’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale 2016/18 ( parte normativa) inviato in questi giorni all’Aran per l’avvio della contrattazione collettiva nazionale, hanno invero una distorta quanto terrificante visione impiegatizia del nostro lavoro.

Insomma non ne capiscono more sito un bel niente. Non è un caso che queste attività siano state quantificate fino a questo momento complessivamente dal CCNL in 40 + 40 ( cfr. art. 29) e poi declinate annualmente nei piani individuali delle attività, approvati dai collegi dei docenti ad inizio anno scolastico.

Viene proposta ancora una volta da gente come Madia e Fedeli una perversa logica aziendalistica e impiegatizia della professione del docente italiano, degna della pessima considerazione e percezione che il PD ha dimostrato di avere nei confronti degli insegnanti della loro specificità intellettuale e della peculiarità loro lavoro e che già abbiamo visto purtroppo presente nella legge 107 del 2015.

Addio 18 ore canoniche lavorative, nel prossimo contratto saranno declinate anche le attività funzionali dei docenti. Incideranno sulla retribuzione?

Versione stampabile
anief anief
voglioinsegnare