Lavoro minorile in Italia: il boom delle violazioni va alla Lombardia

di Giulia Boffa
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GB – I dati pubblicati da Save the Children sul lavoro minorile sono allarmanti: sono almeno 260.000 i minori di 16 anni che lavorano, invece di andare a scuola.

Il 2,7 per cento ha meno di 11 anni, l’8,5 per cento meno di 12 anni, il 13,8 per cento meno di 13 anni, 30.000 i minori tra 14 e 15 anni.
 

GB – I dati pubblicati da Save the Children sul lavoro minorile sono allarmanti: sono almeno 260.000 i minori di 16 anni che lavorano, invece di andare a scuola.

Il 2,7 per cento ha meno di 11 anni, l’8,5 per cento meno di 12 anni, il 13,8 per cento meno di 13 anni, 30.000 i minori tra 14 e 15 anni.
 

Il fenomeno è esteso: il 60% dei minori lavora continuativamente, in netto contrasto con la legge italiana, che prevede come requisiti essenziali il compimento dell’età minima prevista dalla legge, fissata a 16 anni, e l’assolvimento dell’obbligo scolastico per almeno dieci anni.

Purtroppo in Italia solo nel 2012 dall’attività ispettiva del ministero del Welfare "sono state riscontrate 897 violazioni di rilevanza penale, con riferimenti, in particolare, al settore del terziario in cui maggiore risulta la percentuale di impiego dei minori". Solo nei primi tre mesi dell’anno in corso, invece, il ministero ha scoperto altre 200 violazioni penali.

Lo sfruttamento minorile non è appannaggio del Sud Italia, anzi la maggior parte delle violazioni si è registrata in Lombardia con 130 casi, Puglia con 125 ed Emilia Romagna con 105.

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