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Lavoro in costanza di Naspi, come non pagare troppo sul 730 dell’anno successivo

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Come evitare il 730 a debito dopo aver percepito Naspi mentre si svolge altra attività lavorativa.

Mentre si percepisce la Naspi non è vietato lavorare. Anzi, per contratti che non durano più di 6 mesi e con redditi sotto un certo limite, si continua a percepire la Naspi in forma ridotta. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno, ho terminato il contratto scuola a inizio giugno e attualmente percepisco la Naspi. In attesa di una nuova convocazione, se ci sarà perchè questo per me era il primo anno che lavoravo a scuola, ho trovato un lavoro in un bar  e mi hanno proposto l’assunzione con un contratto a termine di 2 mesi per poche ore a settimana. Volevo sapere se la Naspi decade, se devo comunicare all’INPS questo contratto. Inoltre se è possibile avere questo contatto assieme alla Naspi vorrei sapere se il prossimo anno nella dichiarazione dei redditi mi faranno pagare un sacco di tasse. 
Ringrazio per la risposta. 

Naspi, nuovo lavoro e comunicazioni all’INPS

Se il nuovo lavoro che si intraprende ha durata inferiore a 6 mesi e comporta un reddito non superiore a 8.145 euro  si ha diritto alla prestazione in forma ridotta ma solo a patto di comunicare all’INPS il reddito annuo presunto.  Nelle FAQ dell’INPS a tal proposito si legge: “Se richiedi il “cumulo” potrai continuare a percepire la NASpI ridotta in misura pari all’80% del reddito presunto; in caso contrario, la prestazione viene sospesa per tutta la durata del nuovo rapporto di lavoro.”.

E’ scelta del lavoratore, quindi, se sospendere la Naspi in attesa del termine del lavoro, o averla in forma ridotta anche mentre svolge attività lavorativa. In ogni caso il reddito presunto va comunicato all’INPS entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività con modello Naspi –com.

Come non pagare troppe tasse l’anno successivo?

Se non si fa nulla l’anno successivo per forza di cose il reddito della Naspi si cumula con quello da lavoro generando, solitamente, un debito nei confronti del Fisco. Per evitare che ciò accada si deve comunicare al nuovo datore di lavoro che si percepisce anche la Naspi ed indicando il reddito presunto dell’anno tenendo conto anche delle mensilità di retribuzione percepite anche con la scuola per i primi mesi dell’anno in modo da richiedere una tassazione sul cumulo dei redditi e non solo su quelli da lavoro.

In questo modo si arriverà al 730 dell’anno successivo avendo pagato, grossomodo, la tassazione corretta e non dovrebbe derivare dalla dichiarazione nessun debito nei confronti del Fisco.

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