Lavoro e laurea. A tre anni dal titolo il 72% dei laureati lavora, era il 77% nel 1991: si continua a studiare

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La laurea è sempre meno decisiva per trovare un impiego secondo il rapporto annuale dell'Istat 2016. 

La laurea è sempre meno decisiva per trovare un impiego secondo il rapporto annuale dell'Istat 2016. 

A tre anni dal conseguimento del titolo, nel 1991 i laureati occupati erano il 77,1%. Il valore è sceso al 72% nel 2015, anno nel quale non cercano lavoro circa il 12,5% dei giovani laureati, quasi il doppio di quelli del 1991 (6,6%).

 "Quest'ultimo dato – osserva il rapporto – è da leggere insieme al fenomeno della prosecuzione delle attività di formazione e istruzione: nel 2015, infatti, il 78,7% di coloro che dichiarano di non cercare lavoro risultano impegnati in attività quali il dottorato, il master, lo stage o un ulteriore corso di laurea, quando nel 1991 la stessa quota era pari a 59,7%. 

Sia per i dati 2015 che per quelli  del 1991  una laurea dei gruppi ingegneristico, scientifico e chimico-farmaceutico ha maggiori probabilità di occupazione rispetto a quelle registrate dai laureati del gruppo letterario, con vantaggi che vanno tuttavia riducendosi: gli ingegneri laureati nel 1991 presentano un vantaggio di 12,8 volte rispetto ai laureati nelle materie letterarie, vantaggio ridottosi a 5,1 nel 2015. 

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