Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Lavoro dopo pensione anticipata Fornero: quali tipi di contratto si possono accettare?

WhatsApp
Telegram

Il lavoro dopo la pensione è consentito con qualsiasi contratto, a meno che non si è scelta una misura che vieta il cumulo tra redditi da pensione e quelli da lavoro.

Sono molti i nostri lettori che ci scrivono per avere delle delucidazioni sulla possibilità di lavorare dopo il pensionamento. I dubbi al riguardo sono molti anche a causa di misure che vietano il cumulo dei redditi da pensione con quelli da lavoro (come quota 100) o di misure che vietano in toto il lavoro dopo la pensione per un determinato periodo (come quota 41 precoci).

Andiamo a chiarire questo aspetto rispondendo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno ho constatato che siete molto precisi nelle risposte leggendo un sito vostro. La mia domanda è questa io sono un medico in pensione per anzianità ovvero legge fornero e in occasione della pandemia ho accettato un contratto attraverso un’agenzia interinale contratto Di somministrazione così definito che non metteva a rischio la mia pensione. Tale contratto decadrà al momento in cui l’emergenza finirà. Vorrei sapere se è possibile per me, senza incorrere in sospensione della pensione, accettare contratti co.co.co. Oppure se l’unico modo per continuare a lavorare qualche ora alla settimana è quello dell’apertura di partita Iva. Grazie mille.

Lavoro dopo la pensione

Fatta eccezione per le misure che espressamente vietano il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione, per chi è in pensione tornare a lavorare non rappresenta un problema.

Per chi ha avuto accesso alla pensione con l’anticipata ordinaria prevista dalla legge Fornero (ex pensione di anzianità) è possibile tornare a lavorare senza correre nessun rischio che l’assegno previdenziale venga abbassato, sospeso o interrotto.

E al lavoro si può tornare con qualsiasi tipo di contratto: subordinato a tempo parziale, full time, determinato o indeterminato. Ma anche con contratti a progetto, di collaborazione, a chiamata o in somministrazione e con la Partita Iva come lavoratore autonomo o professionista.

In ogni caso il pensionato che torna a lavorare è chiamato a versare la contribuzione obbligatoria che, poi, potrà portare alla richiesta di un supplemento di pensione calcolato, con il sistema contributivo, sui contributi versati dopo la liquidazione della pensione.

Nel suo caso, quindi, che non ha scelto la quota 100 per il pensionamento, è possibile tornare a lavorare senza nessun rischio per l’assegno percepito fermo restando che l’IRPEF poi, sarà applicato sul reddito complessivo dato dalle retribuzioni percepite e dalla pensione. Per non incorrere, quindi, nella spiacevole situazione di trovarsi in forte debito con il conguaglio IRPEF in sede di dichiarazione dei redditi, è sempre consigliabile di comunicare ad uno dei sostituti di imposta il reddito presunto oltre quello che già conosce per fare in modo che sia applicata l’IRPEF giusta mese dopo mese .

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito