Lavoratori scuola non sono assenteisti, ci si assenta meno che negli altri settori. Madia promette battaglia ai lunghi weekend

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I lavoratori della scuola si assentano di meno rispetto agli altri settori della pubblica amministrazione. Cade un altro luogo comune.

Per quanto riguarda le assenze per malattia, nella scuola, come riportato nel database del conto annuale, le giornate saltate sono state, in media, 7,5 per gli uomini e 9,7 per le donne, nei ministeri 9,9 per i lavoratori e 11,7 per le lavoratrici, nella sanità 8,6 per i dipendenti e 11,6 per le dipendenti.

Un calo generalizzato si ha, in generale, per i congedi legati alla maternità e quelli parentali. Stesso calo per la malattia del figlio (da 3,1 giorni si scende a 3). Cala anche quel che rimane fuori, il resto degli altri permessi ed assenze retribuite (da 2,8 a 2,5 giorni). Risulta invece in leggero rialzo la media relativa agli scioperi (da 0,1 a 0,2 giorni). Per avere il totale delle assenze, così come calcolato dalla Ragioneria generale, bisogna aggiungere alle diverse voci anche le ferie. Ecco che il complesso dei giorni di assenza (tra retribuite e non) nel 2015 è risultato pari ad oltre 126 milioni di giornate, in diminuzione del 4,8% rispetto all’anno precedente (quasi 133 milioni). Certo è calato anche un po’ il personale, ma a ritmo decisamente inferiore (-0,1%).

Al Ministero della Pubblica Amministrazione si sta elaborando un sistema per compire i cosiddetti “furbetti” del weekend. Coloro che hanno il “vizietto” di assentarsi l’ultimo giorno della settimana (il venerdì o il sabato, in base alla settimana lavorativa) e il lunedì.

Alla “repressione” si aggiungerà anche un sistema di premi per coloro che, invece, assumono atteggiamenti virtuosi, legando il tutto anche ad obiettivi di produttività.

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