I lavoratori di Quota 96 organizzano un sit-in davanti alla sede del MIUR a Roma in attesa della sentenza della Corte Costituzionale

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Oggi il Gruppo Quota 96 ha in programma un sit-in sotto la sede del Miur, in viale Trastevere dalle 14, in attesa della decisione, prevista per oggi,  della Corte costituzionale in merito alla costituzionalità  dell’articolo 24 della riforma Fornero.

GB – Oggi il Gruppo Quota 96 ha in programma un sit-in sotto la sede del Miur, in viale Trastevere dalle 14, in attesa della decisione, prevista per oggi,  della Corte costituzionale in merito alla costituzionalità  dell’articolo 24 della riforma Fornero.

“Gli ultimi decreti legge del Governo e la legge di stabilità – hanno spiegato in una nota – non sanano l’ingiustizia subita dal personale della scuola bloccato dalla brutalità  della legge sulle pensioni targata Fornero. L’articolo 24 della legge 214/2011 ha omesso le norme specifiche del comparto scuola che differiscono i tempi per l’acquisizione dei requisiti per il pensionamento con la conseguenza che i quota 96 che sarebbero dovuti andare in pensione dall’1 settembre 2012, hanno visto slittato il pensionamento di 4-5  anni, e anche più“.

“L’Inps e il Mef  si sono messi di traverso gonfiando la platea dei quota 96 e la copertura finanziaria, ostacolando l’iter legislativo del disegno di legge per la modifica dell’articolo 24 a firma Ghizzoni e Marzana. Dopo due anni di lotte, ad oggi nulla di fatto, solo rinvii e insopportabili lentezze del Miur e del comitato ristretto della Commissione lavoro che finge di occuparsi della vicenda di quota 96 dedicando appena 5 minuti alle sedute finora svolte“.

I lavoratori di ‘Quota 96′ “hanno scelto di stare in piazza domani anche perché è il giorno in cui la Corte Costituzionale emetterà la sentenza sulla costituzionalità dell’articolo 24 riferita al comparto scuola, sentenza che, se favorevole, sarà un elemento importante per chiedere con più forza al Governo, che con urgenza licenzi un provvedimento che metta fine all’ingiustizia subita da 4.000 docenti e ata e liberi altrettanti posti di lavoro per i precari della scuola“.

Versione stampabile
anief anief
soloformazione