Lavoratori fragili torneranno in presenza: fine delle tutele con il decreto sostegni bis. Docenti e Ata penalizzati

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Niente più tutele per i lavoratori fragili: dovranno tornare a svolgere il proprio servizio in presenza. Infatti, è il decreto sostegni bis che non prevede alcuna proroga alla tutela, scaduta il 31 luglio.

Anche CGIL con CISL e UIL hanno rappresentato, si legge sul sito FLC CGIL, direttamente ai ministri on.Orlando e on.Speranza, la necessità di prevedere urgenti proroghe ai provvedimenti scaduti il 31 luglio scorso, a partire dalla sorveglianza sanitaria eccezionale, dall’accesso allo smart working per importanti patologie conclamate e in caso di riconoscimento di grave disabilità, nonché ai fini dell’esclusione dal comporto per i periodi di assenza quando la mansione/funzione svolta non consente il lavoro a distanza.

Salvo nuove disposizioni, tutti dovranno rientrare in presenza o assentarsi con la certificazione di malattia, mentre l’eventuale ricorso allo smart working, se possibile, verrà concesso in modalità ordinaria con un requisito di priorità nella turnazione tra i richiedenti, cosa ben diversa dal rendere esigibile un diritto soggettivo motivato.

Nella scuola, dove poco è cambiato al terzo anno di pandemia e dove, alla riapertura, si faranno i conti con una probabile nuova ondata di diffusione del virus “aprendo le finestre per creare corrente d’aria” più altre paludate indicazioni precauzionali ribadite dalle recenti linee-guida, i lavoratori fragili si troveranno a dover subire una scelta che li inchioda alla loro vulnerabilità.

Riprendere in presenza pur consapevoli dei rischi, oppure restare a casa nel limite consentito dal contratto e arrivare, magari, alla decurtazione dello stipendio o al solo mantenimento del posto, si chiede il sindacato.

Non possiamo ignorare i tanti docenti e ATA precari nominati annualmente che non hanno una copertura così estesa per la malattia pari a quelli a tempo indeterminato, quindi a spettro di licenziamento.

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