Lavoratori “fragili”: ecco un esempio di “Progetto di utilizzazione”

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La circolare interministeriale n 13/2020 ha delineato il percorso che i lavoratori “fragili” devono seguire per chiedere l’attivazione della sorveglianza sanitaria speciale. Dopo la visita potranno così essere destinati a svolgere le proprie mansioni in modalità agile oppure potranno essere dichiarati temporaneamente inidonei. Nonostante le lezioni siano già iniziate sono numerose, ancora, le richieste avanzate, ai dirigenti scolastici, dai docenti italiani per la tutela dalla propria salute.

Il decreto-legge 34/2020

In verità, il decreto-legge 34/2020 (art. 83) aveva già disposto l’attivazione della “sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da co-morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”.

Chi sono i docenti “fragili”?

Sono da considerarsi potenzialmente “fragili”, in generale i lavoratori, nel caso particolare i docenti italiani che mostrano uno stato di salute tale da rappresentare un rischio più grande in caso di contatto con il nuovo coronavirus 19. Gli studi clinici ma anche le statistiche mediche, infatti, mostrano un decorso dell’infezione più complicato per chi si ammala di COVID-19 se ha un’età anagrafica superiore a 55 anni (o, naturalmente, a seconda delle patologie, anche di minore età) unitamente a una o più patologie pregresse anche invalidanti.

Le malattie cronico-degenerative

C’è da considerare la circostanza che, solitamente, le maggiori criticità, sono state notate in quei soggetti che presentano uno stato di salute peggiorato a causa o in ragione della presenza di malattie cronico-degenerative a carico dell’apparato cardiovascolare, respiratorio, renale e di malattie dismetaboliche. Ciò, naturalmente, pone i lavoratori in una particolare e complicata situazione che, la normativa protegge e tiene nella dovuta considerazione. Anche se, lo segnalano molti docenti, per la verità ai molti docenti in congedo non sono seguite le nomine dei supplenti. Ciò sta rendendo complicatissima la gestione ordinaria delle sostituzioni interne e il funzionamento delle classi.

La pubblicazione della circolare interministeriale n. 13 del 4 settembre 2020

La pubblicazione della circolare interministeriale n. 13 del 4 settembre 2020 ha ben delineato il percorso che ciascun docente dovrebbe seguire perché gli sia riconosciuto lo status di “fragile”. La circolare ha stabilito, infatti, che è solamente a seguito di una visita medica, da richiedere formalmente e, dunque, per iscritto (solitamente su di un modulo prestabilito dal dirigente scolastico e pubblicato su sito di ogni istituzione) al datore di lavoro (nel caso del personale docente e ata, quindi, al dirigente scolastico) che questo può essere certificato. Inoltre “in particolare, le maggiori criticità sono state rilevate in chi presenta uno stato di salute alterato dalla presenza di malattie cronico-degenerative a carico dell’apparato cardiovascolare, respiratorio, renale e di malattie dismetaboliche”. Secondo la Circolare, la condizione di fragilità è da intendersi temporanea ed esclusivamente legata all’attuale situazione epidemiologica relativa al Covid-19, che deve essere individuata in quelle “condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico”.

Gli esiti della visita

Sulla base degli esiti della visita, il medico potrà stabilire quali siano le soluzioni in maggior misura precauzionali per la salute del lavoratore, che potrebbe – nei casi non altrimenti risolvibili – anche essere dichiarato temporaneamente inidoneo al lavoro.

Lavoratori fragili: la valutazione

Il medico competente verificata la documentazione relativa alle patologie pregresse, può valutare la condizione di salute del lavoratore della scuola in tre modalità:

  • idoneità;
  • idoneità con prescrizioni;
  • inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio.

Un modello di proposta progettuale

Essere ritenuto temporaneamente inidoneo significa non poter svolgere alcuna attività lavorativa e usufruire dell’assenza per malattia. Tuttavia, il docente può richiedere di essere utilizzato in altri compiti (solo in questo caso anche in modalità di lavoro agile, se ritenuto opportuno dal dirigente), ad esempio per il servizio di biblioteca e documentazione, per l’organizzazione di laboratori, per offrire supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche.

Il CCNI concernente i criteri di utilizzazione del personale dichiarato inidoneo alla funzione per motivi di salute, sottoscritto tra le parti il 25 giugno 2008 (CCNI Utilizzazioni inidonei), stabilisce, all’articolo 2, comma 4 che “il personale docente ed educativo riconosciuto temporaneamente inidoneo alle proprie funzioni può chiedere l’utilizzazione ai sensi della lettera a) del precedente comma 2. A tal fine sottoscrive uno specifico contratto individuale di lavoro di durata pari al periodo di inidoneità riconosciuta. La domanda di utilizzazione può essere prodotta in qualunque momento durante l’assenza per malattia, purché almeno 2 mesi prima della scadenza del periodo di inidoneità temporanea e, comunque, dei periodi massimi di assenza di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 17 del C.C.N.L. 29 novembre 2007”. Dalla previsione contrattuale richiamata emerge esplicitamente il diritto del personale in parola ad essere utilizzato in altri compiti, prioritariamente nell’ambito del settore scuola, tenendo conto della preparazione culturale e dell’esperienza professionale maturata. L’utilizzazione del personale riconosciuto temporaneamente inidoneo potrà avvenire solo a domanda dell’interessato, da produrre senza indugio, all’esito del giudizio di idoneità, al Dirigente scolastico.
In allegato un “progetto di utilizzazione” per l’impiego del docente che dovesse scegliere di essere utilizzato in altri compiti.

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