Lavoratori fragili, Anief: c’è tanta preoccupazione per il rientro a scuola

Anief – Il ministro prova a rassicurare parlando ai senatori. “Abbiamo letto, in questi ultimi giorni, racconti ingiusti a carico della scuola. Titoli che fanno riferimento a docenti che non volevano sottoporsi al test sierologico, che non volevano svolgere i percorsi di integrazione e recupero degli apprendimenti, che volevano dichiararsi lavoratori fragili in massa per non tornare in aula.

Niente di più falso”, ha detto oggi Lucia Azzolina in Senato, durante un’audizione sul ritorno a scuola dopo il lockdown. Il sindacato, ad ogni modo, continua ad inviare il personale a sottoporsi al test sierologico e a visita medica di competenza per valutare i rischi: il presidente Marcello Pacifico lo ha fatto ieri, sempre in vista della maggiore sicurezza possibile in corrispondenza dell’inizio delle lezioni. Anief esorta quindi il Governo ad intervenire per stabilizzare i tanti precari collocati in tutte le graduatorie, anche Gps, ad incrementare gli organici, anche quelli Covid da trasformare in contratti normali e non “usa e getta”

“Poiché il ministero della Salute non associa, come aveva fatto l’Inail la scorsa primavera, il concetto di lavoro ‘fragile’ all’età anagrafica – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è chiaro che diventa fondamentale che ogni insegnante, amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico con una o più patologie a carico consegni in tempi rapidi la richiesta di compatibilità del proprio stato di salute con l’emergenza epidemiologica in pericolosa ascesa e che porta ad infettare oltre mille persone al giorno. Per agevolare questo compito, come Anief abbiamo predisposto un apposito modello da presentare direttamente a scuola per chiedere l’attivazione della sorveglianza sanitaria speciale. Dopo la visita potranno così essere destinati a svolgere le proprie mansioni in modalità agile oppure potranno essere dichiarati temporaneamente dichiarati inidonei all’attività didattica tenuta in presenza. Inoltre, abbiamo chiesto di realizzare una check list dei bisogni di ogni istituto, che abbiamo distribuito alle nostre Rsu, ed infine chiesto di attivare patto educativo tra le famiglie e gli insegnanti, per fare in modo che i ragazzi rispettino la regola per il rientro nella massima sicurezza”.

Molti docenti e Ata vogliono solo sapere di essere nelle condizioni fisiche per potere tornare a scuola. “Sulla scuola – ha detto oggi Azzolina – si fanno troppe semplificazioni e narrazioni al ribasso che, in casi come questi, rischiano persino di danneggiare una intera categoria, quella dei docenti, che tanto ha dato e continua a dare alle nuove generazioni, conducendole per mano verso il loro futuro. Come ho spiegato nella lettera inviata al personale scolastico, difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola, perché ne conosco le responsabilità e le difficoltà”.

TROPPE INSINUAZIONI

“Respingerò sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e su chi ci lavora. E mi impegnerò affinché quella ritrovata complicità fra scuola e famiglia, nata durante il periodo più difficile dell’anno scolastico passato, non vada dispersa, si rinforzi e diventi la base per costruire, tutti insieme, superato lo scoglio della ripresa, un confronto, che sarà quanto mai necessario, sul futuro della nostra scuola”, ha concluso la ministra dell’Istruzione.

LA POSIZIONE DELL’ANIEF

Anief condivide le parole di Lucia Azzolina, perché corrispondenti alla realtà dei fatti: in Lombardia, ad esempio, in pochi giorni la metà dei docenti ha chiesto di sottoporsi al test sierologico e trattandosi di una procedura facoltativa non era così scontato che ciò avvenisse. Il sindacato torna quindi ad invitare tutto il personale scolastico, docenti e Ata, ad effettuare l’esame sierologico e l’eventuale tampone in caso di positività al virus. Come invita gli stessi lavoratori con patologie, sulla base della Circolare del ministero della Salute sul lavoro ‘fragile’, a presentare domanda al medico competente, che valuterà, caso per caso, quali tipi di sorveglianza sanitaria condurre.

Il modello utile ai docenti e Ata potenzialmente “fragili” può essere richiesto dagli stessi scrivendo a [email protected] o contattando la sede ANIEF più vicina.

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