L’autunno rovente della scuola. Lettera

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Non è una novità che ogni anno all’apertura del nuovo anno scolastico ci si debba parlare sempre di “autunno caldo”, “autunno rovente” della scuola, ma questa volta sarà veramente roventissimo l’inizio delle lezioni a causa dello sconquasso creato dalla “Buona Scuola”, che sta veramente cambiando (in peggio) la vita delle persone.

Non è una novità che ogni anno all’apertura del nuovo anno scolastico ci si debba parlare sempre di “autunno caldo”, “autunno rovente” della scuola, ma questa volta sarà veramente roventissimo l’inizio delle lezioni a causa dello sconquasso creato dalla “Buona Scuola”, che sta veramente cambiando (in peggio) la vita delle persone.

Ormai dopo la pubblicazione dei movimenti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado, anche per la secondaria di II grado accadrà la stessa cosa. Docenti che si troveranno catapultati da Sud verso il Nord senza sapere perché, lacerati negli affetti più cari, abbandonati al loro destino e con la vana speranza di poter toccare al più presto la loro amata terra d’origine.

Per di più si è aggiunta la stoccata del giornalista Rondolino (che poteva risparmiarsela) e invece ha affondato ancora di più la lama del coltello nelle piaghe straziate dei docenti meridionali. Si abbia il buon senso e il dovuto rispetto per tutti i docenti italiani sia del meridione che del settentrione perché ciascuno abbia la possibilità di poter dare il meglio delle proprie capacità professionali. A questo tema che ha infiammato il principio di agosto vi sono quelli legati al bonus premiale dei docenti meritevoli che hanno innescato vivaci polemiche, gli attesi decreti delega della legge 107/2015 che produrranno ulteriori fibrillazioni e non ultima per gli alunni e i genitori il temuto aumento dei prezzi del corredo scolastico e dei libri di testo, la cui spesa ogni anno viene rivista sempre al rialzo.

Ad infiammare il clima già di per sé incandescente sarà il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro fermo ormai dal 2009, che vede l’unificazione dei comparti come cosa certa, ma una chimera quanti saranno le risorse disponibili che il governo Renzi metterà sul piatto della bilancia. Saranno, solito more, una miseria visto che il Ministro dell’Istruzione si è già trincerata dietro le sbarre replicando che il personale docente ha ottenuto sia la somma dei 500 euro per la formazione professionale e sia il bonus premiale ai docenti meritevoli, la cui somma quest’ultima, non è stata data a pioggia a tutti gli insegnanti ma soltanto a quelli ritenuti “professionalmente validi” sulla scorta del giudizio espresso dai comitati di valutazione e approvati dai dirigenti scolastico.

Per tale ragione in quest’ultimo caso non si può affatto parlare di compensi dati a tutti i docenti. Il contratto della scuola va sottoscritto subito perché non si può continuamente prendersela con il personale docente che lavora poco. Il docente lavora con i cervelli degli alunni ed ha il gravoso compito di plasmarli e prepararli alla vita. Si tratta di un lavoro gravoso ed impegnativo che richiede in classe un grande dispendio di energie in una società adolescenziale molto turbolenta, dove gli insegnanti devo ricoprire il ruolo di essere anche sociologi, psicologi, educatori e…genitori, in quanto devono spesso surrogare al compito genitoriale che oggi si mostra sempre più nebuloso e latente.

Mario Bocola

 

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