L’austerity a scuola: doppi vetri negli infissi, due gradi in meno nelle aule, lezioni in anticipo e chiudere i rubinetti. Il piano dei presidi contro il caro-bollette

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L’impennata del costo dell’energia si farà sentire anche in ambito scolastico. I presidi sono pronti a varare un piano contro il caro-bollette.

Su Il Messaggero le linee guida per ammortizzare i costi: spegnere luci e riscaldamento nelle classi quando non servono, ammodernare gli impianti e sfruttare quanto più possibile la luce naturale.

In Italia ci sono 8mila scuole, per un totale di 40mila plessi su tutto il territorio nazionale e questo implica che i costi energetici al loro interno, oltre a pesare sulle casse delle scuole stesse, costituiscono una voce significativa anche nei bilanci degli enti locali, come comuni e province.

4 consigli per la riapertura delle scuole

In particolare sono quattro i punti che i presidi stanno mettendo a punto per il ritorno in classe.

1) Sostituire le vecchie luci con quelle al led, gli infissi vecchi con i doppi vetri. Prevedere l’accensione sezionata classe per classe.

2) Abbassare la temperatura nelle aule di due gradi e lasciare alle scuola l’autonomia di poter accendere e spegnere i termosifoni.

3) Anticipare il più possibile i corsi pomeridiani extrascolastici come musica, inglese e teatro subito dopo la fine delle lezioni.

4) Lasciare sempre i rubinetti dell’acqua chiusi o le luci spente quando non servono, con un’attenta sensibilizzazione degli studenti.

“Dobbiamo abituarci ad abbassare la temperatura di uno o due gradi, rispetto al passato – spiega a Il Messaggero Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma – nel rispetto dell’interesse generale”. Una proposta quest’ultima che però le scuole non possono realizzare in autonomia: “Non sono le scuole a decidere gli orari dell’accensione della caldaia ma i singoli municipi. Potrebbe essere allora utile un confronto con gli enti locali visto che con l’autonomia nell’accensione potremmo tagliare i costi del 30%”, aggiunge Rusconi.

Ma per fare ciò, è necessaria anche un’operazione di restyling degli impianti di riscaldamento: “Gli istituti dovrebbero avere l’autonomia di poter accendere e spegnere le caldaie gestendo anche le singole classi”, aggiunge Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio, spiegando come le classi all’interno dello stesso edificio possono avere temperature diverse: se più esposte al sole, saranno di per sé più calde di quelle in ombra. La soluzione potrebbe essere l’accensione modulare: “Lì dove non serve, si spegne, proprio come facciamo nelle nostre case tutti i giorni. Una scuola ha decine di aule e non sono sempre tutte utilizzate nello stesso momento”, fa notare Costarelli.

Cosa accade in Gran Bretagna

Per ora è soltanto un’idea, ma fa già discutere. Si tratta della possibilità, al vaglio degli istituti scolastici in Gran Bretagna, di tagliare le ore di lezione. Gli alunni entrerebbero in classe solo tre giorni alla settimana. Una riduzione drastica dettata da due emergenze: l’impennata dei costi energetici e gli aumenti salariali degli insegnanti che entreranno in vigore da settembre.

Contro il caro-vita in classe tre giorni a settimana. La Gran Bretagna vuole tagliare gli orari scolastici

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