Lauree scientifiche: danno subito lavoro ma sono le più snobbate dalle matricole

di Giulia Boffa
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Negli ultimi quattro anni accademici, gli aspiranti laureati in statistica immatricolati nei nostri atenei non sono andati oltre le 1.100 unità.

La prospettiva di trovare lavoro a 5 anni dalla laurea è molto alta, il 95%, con una retribuzione di 1.500 euro netti che stacca di più di 200 euro lo standard degli altri corsi.

Altre lauree che danno lavoro sono matematica, chimica e fisica, ma hanno attratto solo il 6,3% delle matricole nel 2016. Economia e ingegneria invece vanno oltre il 28%.

Nel dettaglio, secondo dati Miur, si parla di un totale di 1.087 matricole a statistica, 2.810 a matematica, 3.842 a fisica e 4.175 a chimica. Un totale di 11.914 studenti, il 4,2% sui 283mila neoiscritti dell’anno accademico 2016-2017.
Queste sono discipline che registrano tassi di occupazione vicini al 100% già dopo il triennio.

Secondo dati Almalaurea, i corsi scientifici laureano una quota di occupati del 93% a cinque anni dal titolo dal primo livello, sopra anche agli standard di ingegneria (92%) e dell’area medico-sanitaria (90,2%).

Secondo dati Almalaurea, la retribuzione netta mensile a cinque anni dalla fine del biennio di specializzazione è pari a 1.649 euro per chi ha ottenuto un titolo nell’area scientifica, 1.576 euro nell’ambito chimico-farmaceutico e 1.515 euro in quello statistico-economico, contro un valore generale di poco più di 1.400 euro.

Francesca Contardi, esperta di risorse umane, spiega che la scarsa popolarità di lauree scientifiche o settoriali può dipendere dal fatto che sono considerate lauree troppo difficili o astratte rispetto alla media e presentano un percorso più complesso e tecnico di altri, ignorando magari gli sbocchi occupazionali che ne derivano.

Nel caso di alcune discipline, come matematica, pesa la convinzione che l’unico sbocco dell’area scientifica sia la ricerca teorica. In realtà Stem graduates, un portale britannico dedicato alle lauree tecnico-scientifiche, ha evidenziato che i ruoli ricoperti più di frequente dai laureati in matematica sono professioni di estrazione informatica e finanziaria come data scientist, ingegnere dei Big Data, machine learning specialist, analista degli investimenti e consulenti.

Il tipo di contratto più diffuso tra i laureati di ambito scientifico, chimico-farmaceutico e statistico è a tempo indeterminato, con un’incidenza complessiva del 63% a cinque anni dal titolo contro una media del 56,2%.

Questo dipende proprio dalla rarità dei laureati e dal tentativo di trattenere le risorse offrendo di più. Le retribuzioni sono sopra la media nazionale, ma non sopra quella europea. Un laureato in scienze statistiche, attuariali e finanziarie assunto in Italia guadagna 1.604 euro al mese a cinque anni dal titolo. In Germania, stando ai dati del portale Usa Glassdoor, si arriva sopra gli 80mila euro l’anno. Bisogna però anche considerare il costo della vita.

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