Laureato di Scienze motorie alla primaria, quando sarà inserito? Lettera


item-thumbnail

Lucia Liberatore – Secondo il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus “l’attività fisica è una delle chiavi per una buona salute e il benessere”. Non si dice nulla di nuovo, insomma!

Da decenni ormai si parla dell’importanza dell’attività fisica nella quotidianità di ciascuno di noi, giovani e meno giovani, bambini e adolescenti.

Se da un lato questo ci appare scontato, dall’altra parte troviamo delle leggi che regolamentano questo settore, in ambito scolastico e non, che sono ormai arcaiche.

L’attività motoria, unica materia che permette di pensare non solo a uno sviluppo delle conoscenze del bambino, ma di pensare anche al suo benessere psico-fisico, è tutt’oggi un grande, gigantesco SE.

SE la maestra vuole, fa scendere i bambini in palestra, SE i bambini si comportano bene, come premio, forse, andranno in palestra, SE la maestra è preparata e magari ha un passato nello sport, allora perché no, portiamo i bambini in palestra.

Se fino a pochi anni fa, i bambini uscivano il pomeriggio, una volta terminati i doveri scolastici, per correre, saltare e giocare lontano dagli sguardi apprensivi dei genitori, oggi escono da scuola per andare a sedersi sul divano per giocare sui cellulari, tutt’al più vanno nei centri sportivi, dove si svolge per l’appunto attività sportiva.

Andrebbe bene, se non fosse che non tutti i bambini amano lo sport, mentre sicuramente tutti loro amano l’attività motoria.

Quando si pratica attività motoria il corpo lavora, la mente è libera e si prova una soddisfazione che difficilmente si trova in altre attività, inoltre non c’è la preoccupazione o l’ansia di dover gareggiare, cosa che molto spesso ritroviamo negli sport, anche e soprattutto in quelli giovanili.

Per quanto riguarda la scuola, l’educazione motoria viene svolta nella scuola primaria in forma volontaria, per una o due ore che generalmente non vengono mai (o quasi) svolte.

Per sopperire a questa mancanza, da 10 anni ormai vanno avanti dei progetti “tappabuchi” che servono ad intervenire proprio sullo svolgimento di questa materia così importante nella scuola primaria. Il problema sarà risolto?

A quanto pare no, questi progetti vengono attivati solo per 4 o 5 mesi l’anno, i tutor che vengono convocati di anno in anno rispondono sempre con la speranza di riuscire a trovare di meglio l’anno successivo.

Il contratto infatti è di collaborazione sportiva, non prevede dunque alcuna tutela, si lavora al fianco di personale scolastico non sentendo però di appartenere a quella categoria.

I maestri sono “quelli” con il contratto buono, statale, quelli che possono ammalarsi, che hanno diritto alla maternità e che hanno diritto alla continuità con i loro alunni.

I tutor, invece, di anno in anno fanno le valigie, in cerca di un posto migliore, si barcamenano tra un contratto a collaborazione sportiva a scuola, con uno sempre di collaborazione sportiva con le varie federazioni sportive o nelle molte palestre distribuite sul territorio nazionale.

Quando sarà il loro, il nostro momento? Quando la politica aprirà gli occhi su questo tema così importante e troverà le risorse per portarlo a compimento?

Versione stampabile
soloformazione