Quando i laureati in SFP non erano neanche iscritti all’università, i diplomati magistrale insegnavano già. Chiedo silenzio fino al 15 novembre. Lettera

di redazione
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Eleonora Santini – Gentile redazione di Orizzonte scuola, sono un’ insegnante diplomata magistrale con parecchi anni di precariato alle spalle.   Ho iniziato a lavorare come molti miei colleghi in giovane età, oggi ho 35 anni e mi sento anziana.. perché  quando si dedica più di un decennio alla scuola pubblica italiana,  gli anni  di precariato pesano molto. 

Appena tornata da una riunione scolastica mi capita  di aprire  un link,  dove trovo l’ennesimo articolo a mio modesto parere,  offensivo e scortese verso noi diplomati magistrali,  dove una piccola rappresentanza di docenti universitari si muove per arricchire la campagna a sfavore dei diplomati magistrali a ridosso dell’adunanza plenaria,  articolo favorevole ai laureati in scienze della formazione primaria che nel 2007, tempo della chiusura delle famose Gae, non erano neanche iscritti alla facolta’ ma  consapevoli che non sarebbero entrati mai nella summenzionata graduatoria una volta conseguita la laurea qualora iscritti,  ma che si sarebbero potuti inserire nelle graduatorie di istituto delle scuole.

Ora questi docenti vorrebbero ottenere l’inserimento in GAE ed essere equiparati ai diplomati magistrali ante 2002,  il cui titolo come sappiamo è stato riconosciuto abilitante solo nel 2013 pur essendo già tale prima del 2007 nel lontano 1999. Fra tanti articoli volti a denigrare la nostra categoria, cui ormai ci imbattiamo ogni giorno,  ai quali noi diplomati siamo  ormai abituati,  questo in realtà,  mi sembra l’attacco più ingiusto scorretto e privo di fondamenta.

Vorrei dire ai giovanissimi insegnanti ed ai loro professori,  che al momento dei loro corsi e del loro percorso, la scuola primaria andava avanti lo stesso ed era sostenuta da parecchi di noi docenti precari diplomati,  che vantiamo anni ed anni di servizio, che abbiamo fatto scuola a moltissimi bambini, ora giovani universitari, abbiamo firmato registri insegnato ed imparato tanto anche dai nostri piccoli alunni.  Siamo stati anche noi, studenti preparati di un corso di studio riconosciuto dal ministero e non ci sentiamo da meno,  nonostante ancora ci siano persone a cui piace marchiare la nostra categoria come quella di docenti impreparati che entrano nella scuola solo oggi per la prima volta.

Da insegnante diplomata magistrale, vorrei dire a tutte queste persone, che se tornassi indietro,  non cambierei una virgola del mio percorso di vita e di esperienza a scuola e sono fiera del mio diploma magistrale conseguito grazie a dei professori altrettanto preparati… Da insegnante diplomata magistrale e al quarto anno della laurea magistrale in giurisprudenza.. a pochi passi dal conseguimento del titolo magistrale vorrei dire invece,  che se nel corso degli anni si sono susseguite leggi sbagliate in materia scolastica che non hanno risolto il precariato in genere e in particolare quello relativo agli insegnanti del primo ciclo di scuola e non è colpa dei diplomati magistrali.

Attendo la plenaria fiduciosa come molti miei colleghi, confido nella magistratura, nella preparazione dei giudici e comunque vada sono orgogliosa di essere una diplomata magistrale,  perché so in cuor mio,  di essere una buona insegnante non temo il giudizio di alcun professore universitario di scienze della formazione primaria ne dei colleghi laureati,  poiché la mia dedizione alla scuola e preparazione la leggo ogni giorno negli occhi dei bambini e dei colleghi con i quali lavoro e ho lavorato. Vorrei chiedere  a pochissimi giorni dalla plenaria  un po’ di silenzio, un po’ di riflessione a quelle persone che non vivono la scuola elementare ogni giorno ma che espongono le loro tesi,  che riportano fatti in maniera poco precisa,  che tentano di lanciare appelli ai giudici dell’adunanza plenaria…basta!  Fate fare alla magistratura il suo corso.. Abbiate fiducia nello stato e nel potere della magistratura e nell’importanza della sua indipendenza dagli interessi politici!

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