Laureati in lingue: meno guadagni e più precarietà

di Patrizia Del Pidio
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La condizione occupazionale dei laureati in lingua è stata analizzata nel nuovo rapporto AlmaLaurea.

La condizione occupazionale dei laureati in lingua è stata analizzata nel nuovo rapporto AlmaLaurea.

Tramite il rapporto si è cercato di indagare i dati relativi alle specificità di questi laureati ed è emerso che la maggioranza di essi, il 51%,  riferendosi ai laureati del 2013, ha preferito proseguire l propria formazione accademica e solo il 40% ha deciso di inserirsi nel mercato del lavoro e il 13% ha iniziato a lavorare pur proseguendo la propria formazione accademica.

Ma come si inseriscono i laureati in lingua nel mercato del lavoro?




I guadagni di questi laureati sono decisamente più modesti e i tempi di valorizzazione, nel settore dell’istruzione e del commercio, sono molto più lunghi anche se i laureati in lingua possono vantare un maggior numero di esperienze internazionali riconosciute grazie ai programmi di studio all’estero come Erasmus.

Sbocchi occupazionali

Ad un anno dal conseguimento del titolo di studio, sempre riferendosi ai laureati del 2013, il 67% dei laureati magistrali in lingue è occupato contro il 70%  del complesso dei laureati nazionali; la disoccupazione riguarda il 27% dei laureati in lingue contro la media nazionali che si attesta al 22%.

Cala la percentuale per quanto riguarda la stabilità lavorativa che interessa soltanto il 22% dei laureati in lingue contro il 34% dei laureati a livello nazionale. La precarietà tocca in modo particolare questa tipologia di laureati: il 78% risulta tra i precari mentre il dato complessivo parla del 66% e a pesare in modo particolare sono i contratti a tempo determinato.

Il guadagno dei laureati magistrali in lingue è al di sotto della media nazionale, pari a 1.065 euro, con uno stipendio netto mensile di 872 euro.

I dati migliorano sensibilmente se si guarda al lungo periodo dove i laureati del gruppo linguistico guadagnano posizioni.

Ad 5 anni  dal conseguimento del titolo di studio, riferendosi ai laureati del 2009, il 75% dei laureati magistrali in lingue è occupato contro il 86%  del complesso dei laureati nazionali; la disoccupazione resta molto al di sopra della media nazionale e riguarda il 17% dei laureati in lingue contro la media nazionali che si attesta al 9%.

Per quanto riguarda la stabilità lavorativa essa interessa soltanto il 45% dei laureati in lingue contro il 70% dei laureati a livello nazionale. La precarietà a 5 anni dal conseguimento del titolo di studio tocca ancora il  il 55% dei laureati magistrali in lingue.

Il guadagno dei laureati magistrali in lingue a un lustro dalla laurea è ancora al di sotto della media nazionale, pari a 1.356 euro, con uno stipendio netto mensile di 1.030 euro.

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