Laureati in Scienze dell’educazione L19 devono poter lavorare negli asili nido

di redazione
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Questa mattina gli studenti e le studentesse di Scienze dell’Educazione dell’Università di Genova hanno appeso striscioni e organizzato un sit-in all’interno della loro facoltà per chiedere soluzioni immediate rispetto alle problematiche create dal decreto 65/2017

“La nostra richiesta-dichiara Sara Benedettini, appena laureata in Scienze dell’Educazione- è che la norma non sia retroattiva e non impedisca a noi laureati in Scienze dell’Educazione (L19), iscritti al curriculum attualmente vigente, di poter svolgere il lavoro negli asili nido. All’atto della nostra immatricolazione, infatti, il corso di studi di Scienze dell’Educazione era l’unico e il solo a delineare a 360° la figura dell’educatore, in primis di educatore nei servizi per l’infanzia, promettendo nel suo piano di studi proprio lo sbocco del nido! Ora non è più così”

“Improvvisamente – interviene Guglielmo Oliveri, senatore accademico per la lista Volta la Carta – dal 31 maggio 2017, con l’entrata in vigore del Decreto, hanno cambiato le regole del gioco e l’accesso ai servizi per la prima infanzia è previsto solo per i laureati in Scienze dell’Educazione con indirizzo specifico per l’infanzia, corso non ancora attivato nelle Università italiane e di cui non sono nemmeno ancora stati definiti i requisiti minimi dal Miur. Nel frattempo, però, sono decine i bandi di concorso pubblico per educatori al nido che selezionano già i partecipanti in base a questo titolo specifico!”

“Dopo tante assemblee nel Paese e il Mail Bombing alla casella di posta del Ministro- dichiara Andrea Torti, coordinatore di Link Coordinamento Universitario- il MIUR ha fatto sapere che discuterà del Decreto. Siamo pronti a mobilitarci in tutto il Paese se a queste parole non seguirà un confronto con gli studenti e delle risposte reale alle nostre richieste.

Chiediamo che venga eliminata la retroattività del decreto e che tutti gli immatricolati fino all’a.a.2017-2018 incluso abbiano accesso ai posti educativi nei servizi per l’infanzia e che l’indirizzo specifico sia richiesto solo per chi si immatricolerà a partire dal 2018-2019.”

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