Laurea, master, concorsi, certificazioni informatiche e linguistiche solo per gli insegnanti. Nulla per i Ministri. Lettera

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Gentili di Orizzonte Scuola, per rispondere alla lettera di  M. Grazia Galimberti circa il possesso di titolo di laurea della nuova ministra dell’Istruzione, volevo sottolineare che non è la sola.

Anche la Lorenzin ministra della Salute ha conseguito una maturità classica, ma anche D’Alema, Veltroni non lo sono, non lo è la Turco che è stata al Ministero della Salute e questo giusto per fare qualche nome più noto, ma sono tanti i politici non laureati.

Evidente che tra i requisiti richiesti per fare il politico o il ministro la laurea non è titolo obbligatorio e nemmeno facoltativo. Mi chiedo solo perché visto che devono poi occuparsi di problematiche complesse nello svolgimento del loro incarico.

Comunque la complessità del loro lavoro non è pari a quello degli insegnanti ai quali è richiesto il titolo di laurea, l’abilitazione all’insegnamento, master, corsi di perfezionamento, le certificazioni informatiche, le certificazioni linguistiche, magari corsi di perfezionamento per alunni con difficoltà di apprendimento o con bisogni educativi speciali, se ci metti pure un dottorato di ricerca svolto presso l’università va anche meglio, poi magari provi a fare il concorso a cattedra e magari lo superi ma sei tra gli idonei oltre il 10% (ancora non ho capito il significato: siamo capaci o no di insegnare? o è solo per dare dei numeri e mettere dei paletti?)

Mah! Comunque non riesci ad insegnare, ti devi accontentare delle briciole, di qualche giorni di supplenza se va bene (perché, tra l’altro, l’immissione in ruolo di molti docenti implica che svolgono l’anno di prova e non ci pensano nemmeno a prendere giorni di permesso e magari vanno a scuola anche se malati).

Mi chiedo se non ho sbagliato tutto e se non avrei fatto meglio a scegliere di fare il politico di mestiere, senza preoccupazioni di studiare, specializzarsi, fare concorsi, aggiornarsi, andare in trincea tutti i giorni, quando ti sarà data la possibilità e tra l’altro per uno stipendio intorno ai 1100.00/1200.00 euro al mese per arrivare dopo tanti anni di insegnamento a poco più, contro lo stipendio (corredato da vari bonus e rimborsi, viaggi gratuiti, indennità di fine mandato, vitalizio elargito anche con pochi anni di attività  agevolazioni che a noi poveri insegnanti non danno: per andare a scuola anche se percorri 250 km al giorno per raggiungere scuole in paesi che non sono raggiungibili con i mezzi di trasporto lo davi fare a tue spese) di 100.000/300.00 euro all’anno.

Cordiali saluti e auguri di Buone Feste.

R. Parrilla

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